HUMANDROID

(Regia: Neill Blomkamp, 2015, con Sharito Copley, Dev Patel, Hugh Jackman, Sigourney Weaver)

HUMANDROID

Abbandonate almeno in parte le provocazioni politiche dei suoi precedenti lavori (District 9 – bello – e Elysium – brutto), il regista sudafricano Neill Blomkamp si rifugia in una fantascienza umanista, familista e dolciastra, in quello che è a tutti gli effetti un aggiornamento all’era digitale di Corto Circuito di John Badham. Blomkamp ha buone intuizioni visive, il suo futuro prossimo è verosimile, puzza di sangue e sudore, le immagine sono immerse in sporcizia e dolore, e ancora una volta ci fanno entrare con convinzione in un mondo “altro”. Peccato sia anche un pessimo sceneggiatore, che vanifica i pochi spunti interessanti (il robot “bambino” educato da una coppia di punk sciroccati, interpretati dal duo rap-techno Die Antwoord) in una voragine di buchi logici, personaggi men che interessanti (il cattivone Hugh Jackman, il nerd Dev Patel, il boss Sigourney Weaver, che forse passava sul set per caso) e un terzo atto action-bombarolo-catartico che sembra non concludersi mai. Un altro passo falso, che getta una temibile ombra sul futuro (il quinto capitolo di Alien) di questo “talentuoso” regista. All’attivo, comunque, lo straordinario score elettronico di Hans Zimmer. (ap)

voto_2