LEVIATHAN

(Regia: Andrei Zvyagintsev, 2014, con Alexei Serebriakov, Elena Liadova, Vladimir Vdovitchenkov)

LEVIATHAN

La lotta di un uomo che nella provincia russa si sforza di far valere i suoi diritti contro l’arroganza del potere: finirà male per lui e per i suoi cari. Al quarto lungometraggio dopo il notevole Elena (2011, inedito in Italia), il regista di Il Ritorno (Leone d’oro a Venezia 2003) conferma ancora la sua cura per l’immagine, ma alla ricchezza degli spunti e al fosco ritratto di un potere viscido e protervo (il Leviatano) di cui la religione sembra essere l’ancella e la giustizia l’ipocrita complice, non sembra capace di far corrispondere la giusta economia narrativa. Episodi folgoranti (la gita con tiro al bersaglio, per esempio) si alternano a momenti limacciosi e a esplosioni di violenza. Con un epilogo profondamente pessimista, i rimandi a Hobbes e Giobbe sono però invadenti. (dz)

voto_3