JURASSIC WORLD

(Regia: Colin Trevorrow, 2015, con Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Vincent D'Onofrio, Nick Robinson, Ty Simpkins)

JURASSIC WORLD

A ventidue anni dal prototipo, un nuovo capitolo della saga. Il parco con i dinosauri ricreati in laboratorio è finalmente aperto, ma una creatura ibrida e mostruosa si libera dalla prigione, iniziando a mietere vittime sia tra gli umani che tra quelli della propria specie. Abbandonati i moniti ecologisti del romanzo di Michael Crichton e del primo film di Spielberg, il terzo sequel del franchise milionario vira sulla riflessione “metatestuale”. “Nessuno si stupisce più quando vede un dinosauro!” afferma, giustamente, il personaggio di Bryce Dallas Howard. E il film assume i connotati di una farsesca metafora degli Usa (e della cultura occidentale più in generale) come gigantesco parco giochi, in cui moralità, etica e senso della famiglia sono sacrificati in nome dell’entertainment e della voracità dell’audience. Poco male se poi questo pubblico viene “divorato” dalla sua stessa fonte di divertimento. L’idea più convincente di Jurassic World sta nell’aver infine aperto le porte del parco al grande pubblico, mescolando le suggestioni pessimiste de Il mondo dei Robot (sempre Crichton), al catastrofismo del monster movie à la Godzilla (compreso il remake). Per il resto, il film non offre molto: la sceneggiatura del duo Jaffa-Silver (già alle prese con il reboot de Il pianeta delle scimmie) non aggiunge nulla a quanto visto nei film precedenti, e si limita a giocherellare con qualche citazione (Lo squalo, Gli uccelli) senza osare più del necessario, e proponendo il solito corollario di personaggi stantii, dal militare ottuso al mecenate accecato dal proprio sogno. Lo spettacolo però è garantito e non dà mai tregua: Colin Trevorrow si cala con disinvoltura dai panni di autore indie del suo piacevole esordio, la romantica sci-fi Safety Not Guaranteed, a quelli di mestierante al servizio del decano Spielberg. Nulla di epocale, ma viste le premesse si poteva temere ben di peggio. (ap)

voto_3