THE LOBSTER

(Regia: Yorgos Lanthimos, 2015, con Colin Farrell, Rachel Weisz, Léa Seydoux, John C. Reilly)

THE LOBSTER

In un imprecisato futuro, essere single è passibile della pena di essere trasformati in animali, e per questo esistono centri specializzati per stimolare la formazione di coppie compatibili. Ma anche la resistenza, fatta di irriducibili solitari che si nascondono nei boschi, ha i suoi lati negativi. Lanthimos, dopo Dogtooth e Alps (inediti in Italia), conferma la sua fama di provocatore con un racconto che si rifà alle distopie più angoscianti della narrativa europea, da Orwell a Huxley: ma dopo una prima mezz’ora di spaesamento dovuto alla necessità (per lo spettatore) di riuscire a comprendere le assurde regole del mondo in cui si è calati, la dimensione di oppressione psicologica si ispessisce sempre più, favorendo la compassione e la pietà per personaggi altrimenti aridi o distanti, e che sono ovunque prigionieri malgrado l’anelito alla libertà di scegliere come vivere. Un cinico bluff? Forse, eppure la messa in scena regge e c’è lo sgomento di riconoscere sotto mentite spoglie alcuni comportamenti e rituali sociali del nostro tempo. (dz)

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