ALASKA

(Regia: Claudio Cupellini, 2015, con Elio Germano, Astrid Bergès-Frisbey, Valerio Binasco, Elena Radonicich)

ALASKA

Fausto e Nadine, lui cameriere italiano con progetti di gloria, lei promettente anche se riluttante modella francese. Dopo un incontro per caso a Parigi, la loro storia d’amore supera le sbarre (Fausto resta in carcere due anni per aver alzato le mani su un cliente dell’albergo in cui lavora), ma rischia di insabbiarsi dentro le incomprensioni e i litigi, gli incidenti di percorso e le scelte sbagliate. La sceneggiatura è il vero punto debole del film: Cupellini, che aveva mostrato personalità nel precedente Una Vita Tranquilla, conferma anche qui di avere le doti per mettere in scena una storia e dei personaggi che catturino l’interesse. Ma le banalità di scrittura non si contano, e la circolarità della vicenda suona come una grossa forzatura, vanificando in parte le prove di Germano (che recita per quasi metà film in francese) e della bellissima Bergès-Frisbey, costretti ad aderire in modo pedissequo ai ruoli stereotipati che lo script disegna per loro. (dz)

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