PICCOLI BRIVIDI

(Regia: Rob Letterman, 2015, con Jack Black, Dylan Minnette, Odeya Rush, Amy Ryan)

PICCOLI BRIVIDI

Le spaventose creature scaturite dalla fantasia dello scrittore R.L. Stine (Jack Black) esistono davvero, e una volta liberate dalla loro prigione “di carta” invadono il nostro mondo e seminano il panico in una placida cittadina del Delaware. Spetterà ad una banda di teenager sfigati, aiutati dal recalcitrante creatore dei mostri, salvare la situazione. Non un adattamento di uno dei popolari romanzi di Stine, emulo edulcorato di Stephen King (preso in giro anche nella pellicola), ma una sorta di variazione “metanarrativa” dove i mostri nascono dalle paure e angosce dello scrittore come in Brood – La covata malefica, per poi essere intrappolati nella pagina scritta. Bella idea. Gli sceneggiatori dimostrano di aver fatto tesoro della lezione spielberghiana degli anni ’80, mescolando paura e risate, pescando un po’ da Scuola di mostri, un po’ da Jumanji, un po’ da Ghostbusters, garantendo un paio d’ore di intrattenimento indolore. Ma non si va oltre. Anche perché quello dei Goosebumps è un brand consolidato da 400 milioni (!) di copie vendute nel mondo, in cui è vietato prendersi troppi rischi. Difatti la pellicola di Rob Letterman è calcolata al bilancino per non spaventare e non offendere nessuno, né, tanto meno, lasciare qualcosa di concreto nella memoria collettiva. E dove sia gli effetti speciali, che puntano più sulla quantità che sulla qualità, che la trattenuta performance del solitamente scatenato Jack Black, paiono indirizzati principalmente ad un pubblico di piccolissimi. (ap)

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