POINT BREAK

(Regia: Ericson Core, 2015, con Édgar Ramírez, Luke Bracey, Ray Winstone, Teresa Palmer)

POINT BREAK

L’indignazione monta regolarmente fra i cineappassionati quando Hollywood, nella cronica carenza di nuovi copioni, si mette a rivisitare senza molta logica opere ammirate e ben stampate nella memoria quali Total Recall o Robocop. Figuriamoci se il remake riguarda un autentico cult quale Point Break di Kathryn Bigelow: il rifiuto è automatico, specialmente se dai trailer s’intravvedono protagonisti privi di glamour. A dire il vero, dalla sceneggiatura di Kurt Wimmer si potrebbe supporre che il film di Ericson Core (già direttore della fotografia di Daredevil – la pellicola del 2003 – e del primo film della serie di Fast and Furious) provi più o meno di proposito ad affrontare il discorso della vertigine della sfida di fronte a modelli sublimi, secondo uno schema di “fatiche erculee” che rimane in bilico tra la chiassosa spettacolarità e la disinvoltura con cui ridisegna e attualizza il prototipo, al netto dell’involontaria tamarraggine. Ma se il sottovalutato Everest è riuscito a delineare una tetra riflessione sull’infatuazione di massa per gli sport estremi, il Point Break del 2015 alle prese con temi assonanti sa solo gonfiare il petto ed esibire una seriosità sciocchina. (dz)

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