TRUTH – IL PREZZO DELLA VERITÀ

(Regia: James Vanderbilt, 2015, con Robert Redford, Cate Blanchett, Elisabeth Moss, Topher Grace, Dennis Quaid)

TRUTH – IL PREZZO DELLA VERITÀ

Siamo nel 2004, alla vigilia dello scontro elettorale tra Bush Jr. e John Kerry. La redazione del programma televisivo d’inchiesta 60 Minutes guidata dalla combattiva produttrice Mary Mapes (Cate Blanchett) sembra avere per le mani lo scoop che cercava, ovvero la prova inconfutabile che l’attuale presidente in carica Bush non ha mai preso parte al servizio militare, esonerato in seguito a pressioni da parte della potente famiglia. Ma quella che poteva rivelarsi la notizia che avrebbe fatto propendere il voto degli elettori da una parte piuttosto che dall’altra, si rivela un’arma a doppio taglio, e la carriera di Mary, così come quella del suo staff e del navigato anchorman Dan Rather (Robert Redford), è improvvisamente appesa a un filo. A poca distanza dal più sottile e riuscito Il caso Spotlight, un altro film che pare rifarsi esplicitamente al cinema americano di impegno civile che tanti animi aveva scosso negli anni ’70. Ma ha ancora senso scagliarsi contro l’amministrazione Bush? Inoltre non è del tutto chiaro il tema che vorrebbe emergere in filigrana: il fine giustifica i mezzi? E’ giusto dire una bugia per far prevalere una verità? Forse per il suo esordio alla regia lo sceneggiatore James Vanderbilt (autore degli script di Zodiac e The Amazing Spider-Man) avrebbe dovuto concentrarsi su un soggetto meno vetusto. Nobile nei principi, ma vecchiotto nella struttura narrativa e risaputo nel raccontare i drammi dei protagonisti, Truth rischia di sembrare anacronistico e di interesse nullo. A questo punto meglio un episodio di The Newsroom, più conciso e meglio scritto, a conferma che sempre con maggior frequenza la televisione rischia di far le scarpe alla settima arte. E questo nonostante la prova della sempre intensa (e bellissima) Cate Blanchett. (ap)

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