VELOCE COME IL VENTO

(Regia: Matteo Rovere, 2016, con Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Paolo Graziosi, Roberta Mattei)

VELOCE COME IL VENTO

Va forte ma non abbastanza Giulia De Martino, giovanissima promessa dell’automobilismo che prende parte al Campionato Gran Turismo. Dopo la morte del padre, però, ad allenarla sarà il fratello tossicodipendente che un tempo era stato un autentico asso: sarà anche l’occasione per riavvicinarsi e provare ad essere di nuovo una famiglia. Dopo Suburra e Lo chiamavano Jeeg Robot, un altro film italiano che si propone di sfruttare l’armatura del genere – in questo caso il dramma a sfondo sportivo – per svicolare dai paradigmi della commedia e delle storie troppe volte inconsistenti di casa nostra. Obiettivo centrato solo in parte perché l’euforia di raccontare del regista non trova corrispondenza in una sceneggiatura spesso didascalica e prevedibile (a partire dal montaggio alternato iniziale). E ancora di più perché la recitazione di Stefano Accorsi non è all’altezza del suo personaggio: quella di Loris sarebbe una figura allo stesso tempo smargiassa, malinconica e contraddittoria, se non fosse che l’attore non trova se non di rado il giusto tono e immiserisce un po’ tutto. Peccato, ma il film si lascia vedere. (dz)

voto_3