X-MEN: APOCALISSE

(Regia: Bryan Singer, 2016, con James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Oscar Isaac, Nicholas Hoult, Rose Byrne)

X-MEN: APOCALISSE

E’ il quarto film su dei supereroi dall’inizio dell’anno e l’ottavo sugli uomini X (considerando i due con protagonista l’artigliato Wolverine) in poco più di quindici anni. La fatica inizia a farsi sentire. Resettata la saga grazie al viaggio nel tempo del capitolo precedente, Giorni di un futuro passato (che rubacchiava il concept del sequel-reboot allo Star Trek di Abrams), le avventure dei mutanti capitanati dal telepate Xavier possono proseguire senza zavorre di continuity e con un cast ringiovanito. Tra umani e mutanti pare essersi stabilita, finalmente, una tregua, ma il temibile En Sabah Nur (aka Apocalisse), il primo dei mutanti, riaffiora dalla prigione in cui era stato confinato nell’antico Egitto, e dichiara guerra all’umanità, affiancato da quattro letali “cavalieri”. Spetterà agli X-Men fermarlo. Dopo essersi giocata la carta del raffronto tra l’attualità politica dell’ambientazione “d’epoca” e la condizione di diversità dei protagonisti, la saga degli eroi maledetti creati da Stan Lee non sa che pesci pigliare e la butta sul catastrofismo di grana grossa. Singer amministra effetti speciali e devastazioni di massa come d’abitudine oggi nel cinema spettacolare made in Usa, ma si dimentica di tutto il resto. Nella sceneggiatura raffazzonata di Simon Kinberg non c’è una sola idea originale (l’unica sequenza davvero gustosa, quella di Quicksilver sulle note di Sweet Dreams (Are Made of This) degli Eurythimcs, non fa che amplificare quella della pellicola precedente con il medesimo protagonista) e il sovraffollamento di personaggi appena abbozzati e azione provoca saturazione e noia. E per i puristi dei fumetti i legami con le tavole disegnate sono sempre più labili. Poco conta, ormai, il lussuoso cast: se Fassbender e la Lawrence recitano col pilota automatico, il pover Oscar Isaac con un make up che lo fa assomigliare ad un cattivo dei Power Rangers è totalmente sprecato. (ap)

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