SAFARI

(Regia: Ulrich Seidl, 2016, documentario)

SAFARI

Come i cacciatori bianchi abbattono le prede nella savana e quello che pensano dell’attività venatoria ripreso dalla macchina da presa con sguardo notarile. Il ritorno del provocatore Ulrich Seidl, fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia ancora in svolgimento. Il discutibile cinismo dell’autore dei controversi Canicola e Import/Export non manca di essere ben esibito anche questa volta. Ma nel registrare con occhio clinico e impassibile tanto le azioni ripetitive della caccia agli animali selvaggi quanto le idee sul mondo e sulla vita dei soggetti intervistati, Seidl sembra in buona parte rinunciare al giudizio, e la ferocia passare per una volta in secondo piano. Consapevole di mettere il dito in una piaga, il regista austriaco evita ogni empatia con un duplice risultato: risultare meno provocatorio del solito e girare un film che lascia il dubbio sull’effettivo senso del gioco e dello “sport” praticato dai personaggi. Non tra i suoi esiti più esecrabili, certo, ma nemmeno convincente fino in fondo. (dz)

voto_3