TOMMASO

(Regia: Kim Rossi Stuart, 2016, con Kim Rossi Stuart, Camilla Diana, Cristiana Capotondi, Jasmine Trinca, Dagmar Lassander)

TOMMASO

Molti passi indietro per Kim Rossi Stuart rispetto al buon esordio di Anche libero va bene con questo Tommaso: una “roba” piuttosto irritante che vuole fregiarsi del titolo di profonda riflessione sul rapporto tra fanciullezza ed età adulta, ma che non si stacca mai dall’accozzaglia di situazioni macchiettistiche. Sì, perché le fin troppo petulanti idiosincrasie dell’attore al centro del film (lo stesso Rossi Stuart), specie verso le sue donne (Trinca e Capotondi), tengono a distanza lo spettatore spaesato, che ride più per imbarazzo che per sano umorismo. Forse il modello è il surreale autobiografismo alla Moretti, purtroppo però il risultato sfiora più volte Verdone e la messe di sequenze oniriche, con tanto di occhi stralunati del protagonista e di nudi femminili integrali (per la felicità dei maschietti), sfiora molto spesso il ridicolo. Per un attimo si evita il disastro grazie all’entrata in scena di Sonia (Camilla Diana), che trasforma il film in una sorta di Lolita della provincia laziale prima che il sovraccarico finale, più bieco che risolutore, lo faccia riprecipitare nel baratro. (mc)

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