SPIRA MIRABILIS

(Regia: Massimo D'Anolfi, Martina Parenti, 2016, documentario)

SPIRA MIRABILIS

“La vita non è armonica, la vita è un gioco” dice a un certo punto uno dei due artigiani impegnati a fabbricare un inusitato strumento musicale nel nuovo documentario della coppia D’Anolfi-Parenti, già autori di Materia Oscura (2013) e L’infinita fabbrica del Duomo (2015). Pare una dichiarazione di fede che può estendersi a tutto il film, passato in Concorso a Venezia tra reazioni contrastanti. I tempi lunghi si addicono non solo agli “attori” protagonisti di Spira Mirabilis, ma anche alla narrazione e al discorso dei due documentaristi, che accanto a un dichiarato ragionamento sulla tensione all’immortalità in (e della) natura (ma l’opera si sviluppa in modo che i vari segmenti non coincidano né si tocchino davvero, almeno fino all’ultimo quarto d’ora), danno l’impressione di voler mettere in questione anche il senso dell’agire umano, nella sua perenne ma estenuante ricerca dell’ideale. Un oggetto sicuramente enigmatico, Spira Mirabilis, che trova eco e completamento nel sonoro di Massimo Mariani, sintonizzato anch’esso su una lunghezza d’onda diversa da quasi tutto ciò che passa normalmente nel circuito cinematografico. (dz)

voto_3