THE ACCOUNTANT

(Regia: Gavin O'Connor, 2016, con Ben Affleck, Anna Kendrick, J.K. Simmons, John Lithgow)

THE ACCOUNTANT

Da ragazzino autistico educato rigidamente dal padre militare, a infallibile contabile al soldo del miglior offerente, compresa la criminalità organizzata, Christian Wolff (Ben Affleck) indaga sugli ammanchi all’interno dell’azienda di un noto tycoon della robotica (John Lithgow), scoprendo che qualcosa non quadra. E mentre il dipartimento del tesoro cerca di acciuffarlo, c’è anche chi vorrebbe ucciderlo. Ma Christian nasconde altri segreti. La sceneggiatura di Bill Dubuque (il modesto The Judge) inizialmente sembra accampare qualche riflessione sulla deriva morale del capitalismo moderno e si diverte a disorientare il pubblico tra mille sottotrame e svariati andirivieni tra presente e passato. Ma è solo uno specchietto per le allodole, il film di Gavin O’Connor non è nulla più di un giocattolone che fila spedito dall’inizio alla fine, facendo in parte dimenticare le innumerevoli illogicità del plot. Una sorta di sconsiderato mix tra Will Hunting – Genio ribelle e The Bourne Identity, che utilizza consciamente e genialmente la proverbiale inespressività di Affleck per farne virtù. In altre mani ne sarebbe uscita una grande dark comedy, ma il regista di Warrior e Pride and Glory sembra interessato ancora una volta solo a conflitti familiari mai sopiti che si fatica a prendere sul serio. Tra scazzottate e colpi di scena assurdi, ci si può anche divertire, ma il vero cinema sta da un’altra parte. (ap)

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