ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI

(Regia: David Yates, 2016, con Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol)

ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI

Il mago avventuriero Newt Scamander è in viaggio a New York con una valigia piena zeppa di creature incredibili raccolte in giro per il mondo. A causa di un equivoco, la valigia viene confusa con quella del “nomag” (non magico, ossia un essere umano) Jacob Kowalski, un pasticciere dal cuore tenero che inavvertitamente fa fuggire alcuni degli animali contenuti in essa. Spetterà a Newt, affiancato dall’umano e dalla strega-detective in declino Tina Goldstein, ritrovare le creature scomparse prima che commettano qualche danno. Ma saranno anche coinvolti in un losco intrigo che vede impegnati gli alti vertici del ministero della magia e un bambino che possiede un enorme e incontrollabile potere. Una sorta di antefatto e al contempo spin-off alle avventure del maghetto Harry Potter, ambientato settant’anni prima nella stessa realtà magica, ma con altri personaggi. E, finalmente, tolti di mezzo gli insopportabili ragazzini e la struttura “forzata” da racconto di formazione suddiviso in anni scolastici, l’universo della scrittrice J.K. Rowling (qui, per la prima volta, anche sceneggiatrice) prende vita. Se la prima parte è appesantita da un tono eccessivamente autoreferenziale ed esplicativo, in linea con i film della serie Harry Potter, poi il film di Yates prende il volo e ci si diverte, tra personaggi che sanno farsi voler bene, qualche idea visiva azzeccata (ad esempio la pioggia che cancella i ricordi) e scelte di cast indovinate. E il personaggio del pasticciere umano interpretato dal bravissimo Dan Fogler sa donare all’insieme la giusta distanza straniante ed è un contrappunto ironico che mancava nei film del mago occhialuto. Folgorante la “mutazione” conclusiva del personaggio di Colin Farrell, che riporta alla mente Parnassus di Terry Gilliam. Ottima la fotografia di Philippe Rousselot, quasi del tutto desaturata in linea con il clima post bellico, e convincenti musiche di James Newton Howard. Nulla più di un kolossal milionario (a cui seguiranno, in teoria, altri quattro capitoli) attento ad accontentare ogni tipo di platea, ma nettamente sopra la media. (ap)

voto_4