SNOWDEN

(Regia: Oliver Stone, 2016, con Joseph Gordon-Levitt, Shailene Woodley, Melissa Leo, Zachary Quinto, Ben Schnetzer, Nicolas Cage, Timothy Olyphant)

SNOWDEN

La parabola di Edward Snowden, da giovane volontario dell’esercito ad esperto di sicurezza informatica della CIA, per poi divenire spia ai danni del governo o – secondo altri – difensore dei diritti umani, oggi costretto all’esilio a Mosca. Rielaborando con Kieran Fitzgerald (The Homesman) i due libri The Snowden Files e Time of the Octopus, Oliver Stone si schiera dalla parte del discusso Snowden, rivelatore di un colossale programma di sorveglianza telefonica ed elettronica dell’Agenzia di Sicurezza statunitense (NSA). Il legame con la precedente opera di Stone è palese (si pensi anche alla sua recente serie tv The Untold History of the United States) e lo stesso regista ha paragonato Edward Snowden a Ron Kovic, il patriota disilluso di Nato il quattro luglio. Si può apprezzare il fatto che Stone, dovendo fare i conti con il precedente di Citizenfour, documentario sul caso Snowden già vincitore dell’Oscar nel 2015, abbia tenuto a freno il proprio stile, limitandosi per far meglio emergere il personaggio Snowden, ennesima figura controversa del suo cinema. Il problema però è proprio che il film spesso non sembra innervato di quella forza drammatica tipica delle opere maggiori del regista. Colpi di stile come il refrain del cubo di Rubik strappano il consenso, ma la suspense della scena in cui Snowden copia i file a rischio di essere colto sul fatto non regge il confronto con quella di analoghe sequenze di Mr. Robot. Le buone intenzioni e la serietà dell’operazione sono comunque fuori discussione. Musica dalle allusive sonorità elettroniche di Craig Armstrong (con cui Stone aveva già lavorato in World Trade Center e Wall Street: Money Never Sleeps), mentre sui titoli di coda Peter Gabriel canta l’esplicita The Veil. (dz)

voto_3