FLORENCE

(Regia: Stephen Frears, 2016, con Meryl Streep, Hugh Grant, Simon Helberg, Rebecca Ferguson, Nina Arlanda)

FLORENCE

Storia autentica di Florence Foster Jenkins, soprano americano che al tempo della Seconda Guerra Mondiale seppe diventare una stella pur essendo incapace di cantare: dalle esibizioni “addomesticate” presso il Club Verdi da lei sovvenzionato fino al concerto alla Carnegie Hall del 1944 che precedette la sua morte, forse per il dispiacere procuratole dalla derisione dei critici. Il personaggio ambiguo della Jenkins ha in tempi recenti richiamato l’attenzione del teatro e del cinema (a lei è ispirato anche Marguerite di Xavier Giannoli, uscito al cinema l’anno scorso). Nel suo biopic Frears cerca di tenere in equilibrio il registro brillante affidato a Hugh Grant e al pianista di fiducia di Florence (oltre che alle terrificanti esecuzioni della cantante) e il registro patetico assicurato da una soprano-freak e dalla consueta capacità di Meryl Streep di piangere a volontà. La sceneggiatura, a tratti impacciata, non sorvola sull’ambiguità di relazioni della Jenkins, sposata a un marito e manager che la ama ma nello stesso tempo fidanzato con una donna più giovane, mentre sospende il giudizio sulla figura della donna, mostrata spesso come una buffa caricatura ma in punto di morte cosciente di aver vissuto la vita che voleva e in qualche modo “doveva”. Un film che non aggiunge nulla alla carriera di Frears e Streep ma che, con i suoi limiti da opera per un pubblico educato, si lascia senz’altro vedere. (dz)

voto_3