ALPS

(Regia: Yorgos Lanthimos, 2011, con Stavros Psyllakis, Aris Servetalis, Johnny Vekris)

ALPS

A quattro anni dalla premiere (e un premio) alla Mostra di Venezia e dopo il discreto successo di The Lobster, arriva in Italia (si fa per dire, vista l’esigua distribuzione) un’altra opera di Yorgos Lanthimos. E lo stile del regista permane. Situazioni inspiegabilmente paradossali, recitazione abulica e umorismo acido e al tempo stesso violento, mettono in scena i membri di una strampalata banda ognuno con un nome di montagna alpina (di qui il titolo), incaricata di prendere il posto dei defunti presso le famiglie appena dopo il momento del lutto. Ad ogni sequenza ci si trova di fronte a uno spiazzamento continuo e il goffo tentativo della squadra di esorcizzare la perdita nel farsi simulacri umani, forse a mala pena consapevoli di quel che fanno, è struggente quanto corrosivo. Tuttavia, rispetto al precedente film di Lanthimos, il bel Dogtooth, più organico e raggelato, Alps è fin troppo ermetico e respingente (non che il regista si sia mai preoccupato di scaldare lo spettatore, ma qui si fa addirittura fatica a capirne la trama se non si è letto qualcosa a proposito), con il rischio che a supportare l’idea forte di partenza ci siano trovate che girano un po’ su se stesse. In ogni caso, un film apprezzabile e originale che assomiglia a pochissimi altri in circolazione. (mc)

voto_3