HELL OR HIGH WATER

(Regia: David Mackenzie, 2016, con Jeff Bridges, Ben Foster, Chris Pine, Gil Birmingham, Dale Dickey)

HELL OR HIGH WATER

Texas Occidentale: l’ex detenuto Tanner Howard (Ben Foster) e il fratello minore Toby (Chris Pine) rapinano piccole banche per riprendersi il ranch di famiglia, pignorato ma estremamente redditizio per via di un giacimento di petrolio nel sottosuolo. A dar loro la caccia l’anziano ranger Marcus Hamilton (Jeff Bridges), all’ultimo caso prima di ritirarsi dal servizio. Presentato in anteprima al 69° Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard, uscito nelle sale americane ad agosto e disponibile dal 18 novembre sulla piattaforma Netflix per l’Italia, Hell or High Water è il nono film del regista David Mackenzie, tre anni dopo il precedente Il ribelle – Starred Up. Scritto da Taylor Sheridan (sceneggiatore di Sicario di Denis Villeneuve), il film ha ricevuto 4 nomination agli Oscar, tra cui Miglior Film, Miglior attore non protagonista (Jeff Bridges), Miglior sceneggiatura originale e Miglior montaggio. Hell or High Water si presenta come un dramma immerso in un immaginario rurale Usa un po’ abusato, che prova a spaziare dalle sfumature di un thriller/poliziesco canonico fino a tocchi e atmosfere da western metropolitano. Girato col pilota automatico e portato avanti da un discreto cast capitanato da un manieratissimo Bridges nei panni del disincantato ranger, la cifra del film sembra quella dell’anonimato e della scarsità di idee, tra la velleità di un cinico ritratto dell’America violenta e una denuncia dello spietato mondo bancario. (rt)

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