T2 TRAINSPOTTING

(Regia: Danny Boyle, 2017, con Ewan McGregor, Robert Carlyle, Jonny Lee Miller, Ewen Bremner, Anjela Nedyalkova)

T2 TRAINSPOTTING

Sono tornati. A vent’anni dal primo film, ecco di nuovo immerso nello squallore di Edimburgo Francis Begbie, alle prese con le sue incontrollabili ire e un figlio che non gli assomiglia per niente; e poi Spud, sempre più fragile e costretto a fare i conti con la dipendenza dalla sua unica amica, la droga; Sick Boy (ma ora solo Simon) che campa di ricatti a sfondo sessuale; e soprattutto Mark Renton, che torna a casa dopo una vita all’estero e ritrova gli amici coltelli, che gliel’hanno giurata per averli traditi ed essere fuggito col malloppo. Il nuovo raggiro organizzato da Simon e Renton prevede di farsi lautamente finanziare un’operazione di recupero edilizio per mettere in piedi un bordello gestito dalla giovane amante bulgara del primo. Riprendendo i personaggi di Welsh, lo script non sa sfruttare il potenziale di malinconia della mezza età dei protagonisti e Boyle, invece di sviluppare la storia, sembra interessato solo ad aggiornare blandamente il primo capitolo – di suo già poco entusiasmante – con il solito stile leccato e stucchevole pieno di strizzatine d’occhio. Anche il monologo “Choose Life” viene rivisitato in modo incolore e depotenziato. Alla fine ci si aspetta almeno la resa dei conti tra i quattro, nel momento dell’inevitabile scontro tra la furia devastatrice dello psicolabile Begbie e il traditore Renton. Ma anche qui la sceneggiatura arranca e si disperde in più rivoli lasciando la delusione per un sequel che non riesce proprio a decollare. (dz)

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