LA CURA DAL BENESSERE

(Regia: Gore Verbinski, 2016, con Dane DeHaan, Jason Isaacs, Mia Goth, Ivo Nandi, Adrian Schiller)

LA CURA DAL BENESSERE

Chi scrive sostiene da sempre che Gore Verbinski sia un regista di blockbuster milionari che cela una non troppo velata ambizione da autore cinefilo. Era intuibile già con il burtoniano esordio Un topolino sotto sfratto, era evidente in alcune schegge visionarie dei Pirati dei Caraibi (almeno i primi due, veri e propri luna park in celluloide), così come nel finale dell’incompreso The Lone Ranger. E addirittura lapalissiano nei suoi film più coraggiosi (sinora): The Ring (uno dei remake più riusciti e audaci di sempre) e il meta-western d’animazione Rango. Il regista si cimenta ora con la sua opera più personale e audace, l’horror La cura dal benessere. Un pastiche che mescola la satira dell’alta finanza, il Dracula di Bram Stoker, il fantasma dell’opera, Soylent Green, Polanski, gli horror della Hammer e altro ancora. E lo fa, senza alcun dubbio, perdendosi in una durata eccessiva e tra i mille rivoli di una sceneggiatura che vorrebbe essere troppe cose senza forse riuscire ad esserne nessuna, ma anche con una messa in scena pittorica (fotografia di Bojan Bazelli da mozzare il fiato), onirica e suadente che lentamente fa sprofondare lo spettatore in un incubo sanguinoso (la scena del dentista fa male), metafisico e senza tempo di cui è difficile dimenticarsi. Tonfo globale al botteghino. (ap)

voto_4