VIRGIN MOUNTAIN

(Regia: Dagur Kári, 2015, Gunnar Jónsson, Ilmur Kristjánsdóttir, Sigurjón Kjartansson, Margrét Helga)

VIRGIN MOUNTAIN

Il quarantenne Fúsi (Gunnar Jónsson) vive una triste routine divisa tra lavoro, bullismo e hobby infantili. La conoscenza di Sfojn (Ilmur Kristjánsdóttir) incrinerà le sue certezze, lo aiuterà a crescere e a compiere delle scelte, pur non permettendogli di uscire da una solitudine di natura esistenziale. Il quarto film del regista di Nói Albínói è abile nel descrivere l’impossibilità di essere considerato normale in una società, apparentemente smaliziata e avanzata, come quella islandese: e lo fa senza giudicare il suo protagonista, interpretato con coraggio da un comico televisivo, molto noto in patria. Anche se i tempi morti, lo humor (troppo?) raggelato, la poesia e lo squallore della routine, i facili simbolismi, le ellissi e la fotografia livida omologano lo stile del film al coevo cinema europeo. Arrivato con due anni di ritardo, in concorso al 65° Festival di Berlino nella sezione Berlinale Special. (dv)

voto_3