POWER RANGERS

(Regia: Dean Israelite, 2017, con Dacre Montgomery, Naomi Scott, RJ Cyler, Becky G, Bryan Cranston, Elizabeth Banks)

POWER RANGERS

La serie televisiva prodotta dalla Saban Entertainment (ispirata alla giapponese Super Sentai di cui mescolava le scene dei combattimenti con altre girate ex novo con attori americani) ha spopolato negli anni ’90, e nell’era della retromania era inevitabile che anche i Power Rangers venissero rispolverati per il grande schermo. E’ un reboot del franchise, che non ha nulla a che spartire con le serie televisive che lo hanno preceduto e che, in linea con i tempi, incupisce i toni e smorza la componente camp. I cinque adolescenti che ottengono dall’alieno Zordon (gli presta il volto Bryan Cranston) i poteri che li trasformano nei “supereroi” Power Rangers, difensori del pianeta dai piani della malvagia Rita Repulsa (Elizabeth Banks, la più simpatica dell’intero cast) sono ragazzi emarginati e problematici alle prese con le difficoltà del passaggio all’età adulta e i conflitti con i propri genitori (troppo presenti o troppo assenti a seconda dei casi). Questo curioso e antitetico mix tra atmosfere alla Breakfast Club e altre alla Chronicle funziona però solo nella teoria: troppo sbilanciato a favore del lato “intimista” e preparatorio all’azione, il film di Dean Israelite fallisce sul versante più spettacolare e giocoso, relegato alle ultime sequenze, così privo di fantasia e dinamismo, così tirato via, che sorge la sensazione che il budget sia andato esaurito anzitempo. E la nostalgia non è sufficiente a salvare un prodotto troppo incerto sulla strada da prendere per convincere e divertire qualsiasi tipo di platea. (ap)

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