KING ARTHUR – IL POTERE DELLA SPADA

(Regia: Guy Ritchie, 2017, con Charlie Hunnam, Astrid Bergès-Frisbey, Jude Law, Eric Bana, Djimon Hounsou, Aidan Gillen)

KING ARTHUR – IL POTERE DELLA SPADA

Dopo aver assistito alla morte del padre, il re Uther (Eric Bana), e alla conquista del trono di Camelot da parte dello zio Vortigern (Jude Law), il giovane Artù (Charlie Hunnam) è costretto a scappare, abbandonando il proprio nobile passato. Mentre Vortigern gli dà una caccia spietata per impossessarsi del potere della leggendaria Excalibur, Artù capisce di essere il legittimo erede riuscendo ad estrarre dalla roccia la celeberrima spada, intraprendendo quindi una dura lotta per il regno contro lo zio. Basato sui racconti del ciclo arturiano e sulla raccolta La morte di Artù scritta da Thomas Malory, King Arthur – Il potere della spada è il nono film di Guy Ritchie, a due anni di distanza da Operazione U.N.C.L.E.. Aspira al mix postmoderno cercando di unire il mito e la leggenda che circondano la figura di Re Artù, ma il regista britannico imbastisce solo un mediocre action fantasy dall’estetica patinata e fin troppo succube dell’immaginario televisivo della serie Il trono di spade. Ritchie propone il suo solito approccio ipercinetico, che però risulta alquanto futile e si perde tra slow motion e poco riusciti vezzi stilistici, in un film oltretutto privo di idee. Mancano soprattutto l’epica e il ritmo, e il tutto si muove con discreto tedio tra il solito racconto di formazione formato action e l’abusata morale sul compimento del proprio destino. Cast quasi non pervenuto. (rt)

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