L’INGANNO

(Regia: Sofia Coppola, 2017, con Nicole Kidman, Colin Farrell, Kirsten Dunst, Elle Fanning)

L’INGANNO

“L’inganno”, scandisce il titolo italiano, mentre quello originale, The Beguiled, fa riferimento a un “ingannato”: ma l’ambiguità della lingua inglese ammette anche un’altra traduzione, al plurale e cambiando persino il genere. In tutti i casi qualcuno, non si sa chi, è ingannato o s’inganna sulla natura di quanto vede o trova. Stabilita fin dal titolo questa ambiguità come dato di fondo, il sesto film di Sofia Coppola – e il suo migliore probabilmente – ha come primaria ragion d’essere quella di mantenerla. Chi è che è ingannato? Chi è che si inganna? L’uomo che pensa di nascondersi e, in pericolo di cattura, crede di poter dominare con seduzioni e violenze su una comunità di donne “inermi”? O le donne che accolgono e curano il ferito e credono di poterne fare un oggetto di piacere senza mettere in forse gli equilibri e i rapporti di forza del loro piccolo mondo? Il film non ce lo dice e se c’è un finale non ha comunque il compito di confermare nulla, nemmeno le convenzioni del genere, che potrebbe essere l’horror o il fantastico ma addirittura la commedia, per quanto nera. Coppola saggiamente si attiene alla messa in scena dell’incerto: le ritualità del collegio, gli interni fiocamente illuminati, la quasi totale assenza del mondo di fuori (in piena guerra civile americana), l’aspetto estaticamente minaccioso e ovattato della natura – a cui contribuisce il sonoro – sono al servizio del mistero. Tanto basta per dire che, più che a un remake, siamo di fronte a una declinazione completamente differente della storia raccontata dal capolavoro di Don Siegel del 1970. Ossia, a qualcosa di originale. (dz)

voto_4