THE MEYEROWITZ STORIES (NEW AND SELECTED)

(Regia: Noah Baumbach, 2017, con Adam Sandler, Ben Stiller, Dustin Hoffman, Emma Thompson, Grace Van Patten, Candice Bergen)

THE MEYEROWITZ STORIES (NEW AND SELECTED)

Ogni regista elevato al rango di “autore” instaura un preciso orizzonte di attesa all’uscita di ogni suo nuovo film. Superamento all’interno dei propri temi consolidati o arretramento? Ci troviamo di fronte a casi antitetici con questo film di Noah Baumbach e l’ultimo di Ben Wheatley, Free Fire. The Meyerowitz Stories (New and Selected), opera ultima di Baumbach uscita in scala mondiale su Netflix, segnala la consapevolezza di una personalità autoriale molto forte: le ambizioni si alzano (divisione in capitoli, durata che rasenta le 2 ore), desiderio di dimostrare una raggiunta maturità stilistica (stacchi di montaggio bruschi, girato in 16mm), volontà di riassumere i temi che hanno costituito la propria poetica d’autore (il cameo di Adam Driver è un ammiccamento piuttosto sfacciato a quello che rimane forse il suo miglior film, While We’re Young). Ritorna la sfiducia per le giovani generazioni (gli squallidi video di Eliza) che i padri (Adam Sandler) non hanno saputo educare, e che a loro volta non possono migliorare perché sono figli, a loro volta, di padri (un barbuto Dustin Hoffman) chiusi nella nostalgia e nel loro solipsismo esistenziale. Come già in Frances Ha e Il calamaro e la balena, lo sguardo cinico di Baumbach viene sempre smorzato dal finale in cui lascia trapelare un bagliore di speranza. Abile come sempre nella scrittura dei propri personaggi, questo alunno di Woody Allen rimane uno dei pochi, nel bene e nel male, che sia capace di parlare delle famiglie piccolo-borghesi e disfunzionali che ci sono in America. (dv)

voto_4