BORG MCENROE

(Regia: Janus Metz, 2017, con Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf, Stellan Skarsgard, Tuva Novotny)

BORG MCENROE

L’apogeo della storia sportiva di Björn Borg nella rivalità con il più giovane ed esplosivo (nei suoi scatti d’ira sul campo) John McEnroe: i due s’incontrano nella finale di Wimbledon del 1980 e la partita è così emozionante e combattuta che viene ancora oggi citata come uno dei momenti più alti e significativi del tennis professionistico. Ritratto di due personalità ossessive e in certo modo speculari, il film di Janus Metz si sforza di cogliere il momento in cui il dominio assoluto del tennista svedese (Borg fu ininterrottamente al culmine della classifica ATP dal 1977 al 1981) entra nella leggenda e allo stesso tempo si avvia alla fine sotto il peso delle sue asperità interiori. L’ottima e mimetica interpretazione dell’islandese Sverrir Gudnason dà la massima credibilità alla figura del campione svedese ma il biopic, pur sforzandosi di cogliere le molte ombre del personaggio, segue strade che non sorprendono mai. E quando la parola passa al campo, si palesa ancora una volta come il tennis, esattamente come il calcio, sia uno sport poco cinegenico (le riprese migliori sono forse ancora quelle molto classiche di Ida Lupino, nel suo Hard, Fast and Beautiful, del 1951) e le scelte di regia lasciano infine insoddisfatti. (dz)

voto_3