IL GIUSTIZIERE DELLA NOTTE – DEATH WISH

(Regia: Eli Roth, 2018, con Bruce Willis, Vincent D'Onofrio, Dean Norris, Elisabeth Shue, Camilla Morrone)

IL GIUSTIZIERE DELLA NOTTE – DEATH WISH

Dalla lercia New York degli anni 70 alla skyline della Chicago odierna il passo è breve: lo dicono gli spaventosi indici di atti criminali che avvengono nella Windy City come racconta, tra gli altri, anche l’ottimo Chi-Raq di Spike Lee (2015, inedito in Italia). Il remake di Eli Roth del controverso (e per molti efferato) film con Charles Bronson del 1974 sfodera in più momenti la propria consapevolezza dei nuovi tempi. Non tanto per il divertito ritratto di un giustiziere che, medico chirurgo, le vite le dovrebbe salvare e non togliere; né per i tutorial su Internet con cui il novello vigilante impara a usare le armi. Semmai, fa abbastanza pensare che la logica da Wild West con cui Bronson affrontava spavaldamente a viso aperto i criminali si trasformi nella piccola epopea da moderno supereroe (con tanto di cappuccio a proteggere la sua identità) di Willis, raddrizzatore di torti innalzato dai media a Grim Reaper (“tristo mietitore”, contro il meno iconico “vigilante” del film di Winner). E se ci aggiungiamo che la scena della violenza all’origine della trasformazione di Bronson era ben più insostenibile e prolungata di quella del film del 2018 (nel quale tuttavia la violenza si traduce in spargimenti di sangue e momenti splatter ammiccanti e scemarelli), c’è da dire che anche il film di Roth in termini spicciamente sociologici dice parecchio dell’America degli ultimi tempi. Non che ci sia da applaudire, certo, ma visto il genere di prodotto poteva andare assai peggio. (dz)

voto_3