IL CRATERE

(Regia: Silvia Luzi, Luca Bellino, 2017, con Rosario Caroccia, Sharon Caroccia, Assunta Arcella)

IL CRATERE

Si è fatto un gran parlare di film italiani dall’ultima edizione di Venezia: in particolare di Ammore e Malavita, Brutti e Cattivi, Gatta Cenerentola (e poi Hannah, Una famiglia e anche Nico, 1988), per dire che l’annata era significativa per il nostro sempre periclitante prodotto. Ma quello che è probabilmente il migliore tra tutti questi lavori stava alla Settimana della Critica ed è l’esordio nel lungometraggio di finzione di due documentaristi, Silvia Luzi e Luca Bellino (Dell’arte della guerra, presentato a Roma qualche anno fa). Un’opera prima che per assonanza può rammentare (alla rovescia) Matteo Garrone e il suo Reality, e che una volta di più mette al centro le relazioni tra padri e figli con l’intento di mostrare il modo in cui le frustrazioni dei primi fabbricano l’infelicità dei secondi. A lasciare di stucco tuttavia è la sapienza retorica e drammaturgica con cui i due registi si avvicinano a padre e figlia: l’esattezza del sonoro, il fuori fuoco, la raffica di primi e primissimi piani costruiscono progressivamente un microcosmo che sa essere davvero inquietante ed “estraneo” quanto più ci si familiarizza con esso. Fino a sfociare in un finale che è parente stretto dell’incubo, e nel quale il contesto indubitabilmente “italiano” prende tinte gelide e che vengono normalmente associate ad altri lidi. Bravissimi i due attori protagonisti Rosario e Sharon Caroccia. (dz)

voto_4