UNSANE

(Regia: Steven Soderbergh, 2018, con Claire Foy, Joshua Leonard, Jay Pharoah, Juno Temple, Matt Damon)

UNSANE

E’ da tempo che i teorici dell’immagine si interrogano sulla bassa fedeltà e il suo rapporto coi media: se prima era patrimonio esclusivo delle gallerie d’arte, all’inizio del nostro secolo c’è stata l’esplosione degli horror girati in POV (costi ristrettissimi e incassi eccezionali) e, come sempre, le pratiche basse preparano il terreno al cinema alto (difatti, abbiamo il caso di Redacted di De Palma). Buon ultimo arriva l’eclettico Soderbergh che gira con un Iphone 7plus, seppure in 4k, il suo thriller Unsane e dà nuovo materiale di studio ai teorici. La vicenda, dai tratti quasi distopici, di uno stalker che vuole schiavizzare a tutti i costi la sua vittima (una bravissima Claire Foy) regge, i colpi di scena sono ben disseminati e la suspense tiene, facendone così un meccanismo ben congegnato che non lascerà delusi coloro che cercano un buon film di genere. La scoperta del nuovo mezzo di ripresa a volte dà il destro a Soderbergh per soluzioni stravaganti non indispensabili (cromatismi, angolature inedite, sguardi in macchina), ma proprio la qualità delle immagini proposte ci spinge a chiederci se Unsane, nonostante i suoi pregi, sia o meno un film da vedere al cinema. Se negli anni 80 i registi dovevano fare i conti con il fatto che i propri film avrebbero raggiunto un pubblico maggiore su un piccolo schermo televisivo, e per di più intervallati da pubblicità rovinando la sacralità della visione senza interruzioni, Unsane sembra girato con la consapevolezza che nella nostra era i film vengono consumati più in streaming che al cinema: e anche le immagini si adeguano. (dv)

voto_3