LUCKY

(Regia: John Carroll Lynch, 2017, con Harry Dean Stanton, Ron Livingston, Ed Begley Jr., Beth Grant, David Lynch)

LUCKY

Lucky (Harry Dean Stanton) è un anziano novantenne che vive da solo nella propria casa e riempie le giornate tra colazioni al bar e bevute con gli amici. Arrivato quasi al termine della vita, Lucky intraprende un viaggio interiore riflettendo sulla finitezza delle cose, sulla vecchiaia e sugli anni che passano. Presentato in anteprima a marzo 2017 al South by Southwest Film Festival e passato anche per il Festival di Locarno dello stesso anno, Lucky è il film d’esordio come regista dell’attore John Carroll Lynch (noto per i ruoli da caratterista di molto cinema americano da metà anni ’90 in poi, tra i più celebri Fargo, Face/Off, Zodiac, Gran Torino  Shutter Island) e vede come protagonista Harry Dean Stanton, alla sua ultima prova prima della morte avvenuta il 15 settembre 2017. Il film vede anche l’esordio come sceneggiatori della coppia Logan Sparks e Drago Sumonja. E fa certamente riflettere che l’ultima interpretazione di un grande attore come Dean Stanton sia in un dramedy che racconta, con delicatezza e con la grazia di un canto malinconico, il tempo che passa. Ma oltre alle argomentazioni metafilmiche e ai passaggi realtà/cinema, John Carroll Lynch (che si appoggia a una regia essenziale e adotta una messa in scena precisa) ha la capacità di cogliere lo scorrere del tempo e il peso degli anni nel corpo decadente e invecchiato dello stesso Stanton, tra la resistenza a un’esistenza che sta per terminare e gli inevitabili segni materiali di una vita alle fasi conclusive. Immerso nel bell’immaginario (seppur non nuovissimo) della periferia rurale americana, Lucky evita le retoriche, mentre con il suo cinico e disincantato protagonista racconta un poetico e sereno (e anche laicissimo!) addio, quello di chi accetta il tramonto del suo percorso e ha pacifica consapevolezza della fine (e basterebbe forse solo lo sguardo finale in macchina di Lucky, sulle note di I stole the right to live, per catturare il senso del film). Per aumentare poesia, fiabesco e surrealismo di un film vagamente sospeso tra dolcezza e malinconia, arriva il cameo di David Lynch nei panni del buffo ed elegante Howard, migliore amico del protagonista. (rt)

voto_4