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I MISERABILI

I MISERABILI

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Un viaggio nella banlieue.

Gli agenti Chris (Alexis Manenti), Gwada (Djibril Zonga) e il neo arrivato Stéphane (Damien Bonnard) fanno parte della BAC, un’unità speciale della polizia francese che si occupa di lotta alla droga, prostituzione e terrorismo. Nell’arco di una giornata di lavoro i tre poliziotti entreranno dentro le dinamiche e le tensioni della banlieue parigina.

Presentato in anteprima mondiale in Concorso al 72° Festival di Cannes nel 2019, dove si è aggiudicato il Premio della Giuria risultando poi vincitore di svariati premi internazionali europei e nominato all’Oscar 2020 come miglior film straniero, I miserabili è il primo lungometraggio di finzione dell’autore francese Ladj Ly, noto in precedenza per aver co-diretto assieme a Stéphane de Freitas il bel documentario A voce alta – La forza della parola (2017). Il film, ispirato all’omonimo cortometraggio diretto dallo stesso Ly, non ha potuto godere della distribuzione in sala in Italia, ma dal 18 maggio è disponibile on demand sulla nuova piattaforma MioCinema.it.

L’evidente omaggio al celeberrimo romanzo di Victor Hugo nel titolo e un incipit con le immagini dei festeggiamenti sugli Champs-Elyséès per la vittoria ai Mondiali di calcio del 2018 della nazionale francese introducono una prospettiva sui transalpini adottati e di nuova generazione. Ladj Ly costruisce un dramma poliziesco dalla narrazione solida e che ha il merito di non perdersi nei fronzoli. Pur inserito nel genere, I miserabili riesce a mettere in scena il complesso microcosmo etnico della Francia contemporanea in un ritratto sociale che ha l’approccio del documentario iperrealista al quale Ly si adegua con una regia viscerale e una macchina da presa che raramente (con panoramiche dall’alto tramite drone) si stacca dai personaggi.

Un viaggio nella giungla metropolitana della periferia di Parigi vista senza retorica, dove tutori della legge, criminali, collaboratori e giovani con poche prospettive di futuro si incontrano e si incrociano in un flusso continuo. Il racconto che viene fuori da I miserabili funziona più nello storytelling universale di coloro per cui conta solo sopravvivere che nello specifico (le contraddizioni sociali e razziali della Francia del presente), ma ci restituisce un non semplice spaccato, anche politico. Il film è strutturato a forza di curve di tensione e atmosfera ribollente, e nonostante gli sforzi per teorizzare il dialogo e l’ascolto reciproco come vere opportunità di cambiamento, vede le intenzioni nobili annullate da un finale cinico e triste, anche se un po’ troppo costruito e forzato.

voto_4

Riccardo Tanco
Riccardo Tanco, classe 1993, Nasce a Bollate e vive a Novate Milanese. Diplomato al liceo linguistico nel 2012 comincia ad appassionarsi seriamente al cinema dopo una mistica visione di Pulp Fiction anche se consapevole che il cinema non è iniziato nel 1994. Ora da autodidatta e aspirante cinefilo cerca di scoprire i grandi autori del passato e i registi contemporanei sforzandosi di scriverne in maniera degna. Se glielo chiedono il suo film preferito è Apocalypse Now e ha come sogno nel cassetto fidanzarsi con l'attrice Jessica Chastain. Collabora con i siti Filmedvd, I-Filmsonline, SilenzioinSala e IntoTheMovie.