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IL TRONO DI SPADE

IL TRONO DI SPADE

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Oltre il fantasy classico.

E non potevamo non includere in questa rubrica il leggendario Trono di Spade, che assieme a The Walking Dead è stata una delle serie di maggior successo mondiale degli ultimi anni.
Il Trono di Spade nasce da un caso editoriale che ha dell’incredibile, e visto il ruolo che il suo scrittore, George R.R. Martin, ha avuto nella realizzazione della serie, mi sembra giusto aggiungere un paio di righe sull’origine letteraria di un’opera che, a pieno titolo, ha cambiato per sempre il genere fantasy, sia sulla carta che sullo schermo.

L’incredibile successo editoriale del Trono di Spade ha cambiato il genere fantasy per sempre, riuscendo a sdoganarlo ben oltre i confini di un pubblico che, da molti anni, era diventato un pubblico di nicchia, diventando uno dei casi editoriali più clamorosi degli ultimi anni e uno dei bestseller più impressionanti di sempre. In sostanza, Martin è stato per il fantasy qualcosa di molto simile a ciò che Stephen King è stato per l’horror. Mettiamola così.
Prima di King nell’horror c’erano “i buoni” e “i cattivi”, “i mostri” e “gli eroi”, eccetera.
King invece cominciò a scrivere horror con un tasso di realismo assolutamente inedito per la sua epoca, dove l’horror “sbucava” nel mezzo di vicende assolutamente ordinarie e assolutamente credibili in ogni minimo dettaglio (esclusi quelli in questione, ovviamente).
A livello di marketing, questo consentì a King (o meglio, al suo editore) di sdoganare la sua versione dell’horror a quei milioni di lettori che prima non si degnavano di leggere horror perché non lo ritenevano una lettura seria.
Ecco, se questo è ciò che King ha rappresentato per l’horror degli anni Ottanta e Novanta, George Martin è stato qualcosa di molto simile per il fantasy nel Duemila.

La nascita del fantasy classico (cavalieri, maghi, draghi, ecc) viene in genere attribuita al primo, vero bestseller del genere: Il Signore degli anelli di Tolkien, un’opera in cui la fantasia fa da padrona e che non ha pretesa alcuna né di raccontare come si viveva davvero nel Medioevo, né di andare in profondità nella psicologia dei suoi personaggi.
George Martin, invece, offre un vero e proprio Medioevo ultra-realistico in ogni minimo dettaglio, e il risultato è talmente credibile che la sua saga somiglia molto di più a un romanzo storico che a un fantasy.
E quando infine arriva una spruzzatina di paranormale, be’…
Questa fa un effetto davvero unico, sul lettore, esattamente come nei romanzi di King.

La serie televisiva.
Il Trono di Spade parla di un regno che si è appena riappacificato e riunificato dopo una turbolenta guerra civile. Le varie casate nobili (e i loro eserciti personali) vivono in un equilibrio precario e molto mal digerito, dietro il quale si nasconde un sottobosco di pretendenti al trono, faide vecchie di decenni e pretese personali su questo o quel territorio del regno.
Robert Baratheon – il re – chiede allora aiuto al vecchio amico Ned Stark, con il quale dieci anni prima aveva deposto Aerys II Targaryen, il “re folle”, ponendo fine alla sanguinosa guerra civile.
La speranza di Robert è che Ned – suo vecchio amico di mille battaglie – possa aiutarlo nel gestire i mille intrighi di corte… Ma il campo di battaglia e gli intrighi di palazzo sono due terreni di scontro completamente diversi, e da quel momento in poi il regno scivolerà lentamente ed inesorabilmente verso l’orlo di un’altra guerra civile, che costerà sangue a fiumi… Soprattutto ai suoi personaggi principali.
Martin infatti non è diventato leggendario solo per avere cambiato il fantasy, ma anche per i suoi terribili colpi di scena che non risparmiano niente e nessuno, e lasciano lo spettatore tanto sbigottito e sofferente quanto “drogato” letteralmente dalla dipendenza che tali colpi di scena generano sui suoi spettatori.

Grazie a una regia perfetta, che non ha nulla da invidiare alla molto più costosa Hollywood, lo spettatore viene portato alla scoperta delle vicende personali di tantissimi personaggi, tanto diversi tra di loro quanto caratterizzati in ogni minimo dettaglio (grazie alla penna di un vero scrittore dietro le quinte), al punto da lasciare ognuno il suo piccolo, grande segno nella mente di chi guarda.
Proprio come nella saga letteraria (cui quella televisiva è molto fedele) il tasso di realismo è alle stelle: povertà, fame, malattie, ferite… Il fantasy di Martin non ha proprio nulla a che vedere col fantasy classico, tanto che, come già detto, sembra di seguire una serie storica, non fantasy, almeno fino a quando – nelle stagioni successive – la parte paranormale si fonde indissolubilmente con gli intrighi di palazzo. Ma a quel punto il fantasy diventa ormai un valore aggiunto, e anche lo spettatore più scettico abbandonerà ogni perplessità verso draghi e incantesimi vari, e si lascerà ammaliare da questa specie di Medioevo leggendario.
Quello che sorprende maggiormente della trama di questa serie è il suo realismo politico, che raggiunge livelli oserei dire “universitari”.
La scienza della politica insegna che tutti vogliono il potere, e che gli uomini di potere lo desiderano molto più degli altri e perfino del denaro, per esempio. Ecco allora che per ottenere alleanze ed eserciti c’è chi è disposto a dare qualunque cosa, fino a vendere se stesso o la propria famiglia.
Quella per dominare il trono di spade è dunque una sfida che si gioca barattando uomini, terreni, giuramenti di fedeltà e, solo alla fine, anche denaro, senza dimenticare la lunga sfilza di tradimenti che, presto o tardi, quasi tutti compiono.
Se adorate il Medioevo ma non avete mai tollerato le “esagerazioni” fantastiche del fantasy, guardatevi Il Trono di Spade. Restarne delusi è impossibile.

voto_4

Wallace Lee
Wallace Lee è uno scrittore ed editorialista di cultura per vari siti e riviste. E' noto principalmente come l'autore di Rambo Year One, romanzo-prequel non ufficiale del primo film. Pur essendo solo un ebook gratuito per motivi di copyright, Rambo Year One è arrivato in finale a due premi letterari ed è stato elogiato da personaggi del calibro di Lindsay Johns, noto giornalista inglese di cultura per la BBC.