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IRRATIONAL MAN

IRRATIONAL MAN

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Summa e azzeramento di Woody Allen.

Abe Lucas (Joaquin Phoenix) è un professore di filosofia in piena crisi esistenziale, insofferente alla vita e incapace di trovare un senso alla propria esistenza. Quando va ad insegnare nel college di Brailyn nel Rhode Island, Abe incontra e frequenta la giovane studentessa Jill Polard (Emma Stone), che rimane da subito affascinata dalla figura tormentata del professore. Saranno però una conversazione ascoltata casualmente e una decisione radicale a ridare all’uomo una direzione alla propria vita.

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2015, Irrational Man è il quarantaseiesimo film di Woody Allen, che puntualmente ogni anno non manca all’appuntamento con una nuova pellicola. Nel cast, la novità Joaquin Phoenix per la prima volta protagonista del cinema del regista newyorchese e la conferma di Emma Stone dopo l’esperienza di Magic in the Moonlight.
Ci sono più modi ormai per avvicinarsi al cinema di Woody Allen e su cui vale la pena soffermarsi: come detto Irrational Man è il film numero 46 di un regista che ha appena compiuto gli ottant’anni di età e con alle spalle quasi cinquant’anni di carriera. Senza modestia si può quindi tranquillamente dire che Allen non ha più niente da dimostrare al cinema, e sarebbe quasi inutile valutare ogni film degli ultimi anni come l’ulteriore tappa o aggiunta di un percorso autoriale o, nel peggiore dei casi, come una ripetizione dei tanti stilemi che compongono la poetica alleniana. Tutto questo per dire che l’autore e regista Woody lo conosciamo più che bene, così come il suo cinema che ha già raggiunto l’apice. Ma l’impressione è che Allen sia sempre sotto esame, sempre obbligato a dimostrare ancora qualcosa a tutti.

Tutta questa premessa è per tentare di comprendere che certamente Irrational Man si può anche considerare come l’ennesimo Allen, forse è persino ovvio che l’Abe Lucas di Joaquin Phoenix sia un suo ennesimo alter ego, eppure la grandezza di questo nuovo Allen sta nel sapersi nascondere, cosa che già faceva nel precedente Magic in the Moonlight. Perché Irrational Man può essere considerato l’ultimo così come il primo film di Allen, la summa di un pensiero ma anche il suo azzeramento. Perché se è vero che i discorsi su esistenzialismo, insensatezza della vita, destino e caso appaiono già visti, Allen ripete e annulla il suo cinema allo stesso tempo, si diversifica nello sguardo pur rimanendo familiare, cita Match Point ma lo fa in modo più cinico, rifà Delitto e Castigo ma sotto forma di black comedy morale dove si ride pochissimo, rispondendo a chi considerava in blocco l’ultimo periodo del regista solo come una serie di film con gag più o meno riuscite. E fa tutto questo con una straordinaria limpidezza di regia e di messa in scena (simile in questo a un altro maestro del cinema americano come lo Spielberg de Il ponte delle spie) in un film che sarà anche agitato e nevrotico, ma è in realtà firmato da un autore al massimo della serenità. E come se non bastasse, regala il ruolo più bello della carriera alla nuova musa Emma Stone.

voto_4

Riccardo Tanco
Riccardo Tanco, classe 1993, Nasce a Bollate e vive a Novate Milanese. Diplomato al liceo linguistico nel 2012 comincia ad appassionarsi seriamente al cinema dopo una mistica visione di Pulp Fiction anche se consapevole che il cinema non è iniziato nel 1994. Ora da autodidatta e aspirante cinefilo cerca di scoprire i grandi autori del passato e i registi contemporanei sforzandosi di scriverne in maniera degna. Se glielo chiedono il suo film preferito è Apocalypse Now e ha come sogno nel cassetto fidanzarsi con l'attrice Jessica Chastain. Collabora con i siti Filmedvd, I-Filmsonline, SilenzioinSala e IntoTheMovie.