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LA CORSA PIÙ PAZZA D’AMERICA

LA CORSA PIÙ PAZZA D’AMERICA

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Una commedia demenziale senza anticonformismo.

The Cannonball Run non gode di buona fama, e con gli standard odierni sarebbe tacciato molto facilmente di essere “scorretto” (pensare alla coppia formata da Jackie Chan e Michael Hui, per non parlare dello sceicco: ma la produzione, è bene ricordarlo, è di Raymond Chow e della Golden Harvest).

A rivederlo nel 2015 però non si può non rimpiangere quando questo cinema fracassone e gaiamente sgangherato lo si sapeva fare, senza tante menate e senza troppo preoccuparsi se il pubblico segue o no (allora c’era anche un pubblico diverso, certo). Molto è tirato via, si capisce, d’altra parte lo stesso film sportivo non è qui che un pretesto per una commedia demenziale: i film ispirati alla celebre corsa clandestina, la Cannonball Baker Sea-to-Shining-Sea, c’erano già (La corsa più pazza del mondo di Chuck Bail e Cannonball di Paul Bartel, entrambi del 1976), dunque non mancava che la parodia, anche sull’onda del successo della serie Hazzard, allora in programmazione sulla CBS (e non sarà ovviamente un caso che nel sequel di The Cannonball Run fosse tra i protagonisti anche Catherine Bach, la “cugina Daisy”, per rimpiazzare la carpenteriana Adrienne Barbeau come procace bellona su auto sportiva). L’ovvio, originario e ulteriore modello è evidentemente Wacky Races, la serie di scoppiettanti cartoni animati di Hanna e Barbera apparsi sul finire degli anni Sessanta sulla televisione statunitense. Il duo formato da Burt Reynolds e Dom DeLuise ha più di qualcosa in comune con i due gaglioffi Dick Dastardly-Muttley, padrone e cane infingardo.

I riferimenti potrebbero continuare e infittirsi, anche grazie ad un egregio lavoro di casting che riesce a conciliare il divertito aplomb di James Bond-Roger Moore nei panni di se stesso e la presenza un po’ decorativa di Farrah Fawcett, reduce dal successo mondiale di Charlie’s Angels e con la sua sognante frangetta preda ideale della simpatica canaglia interpretata da Burt Reynolds. Ogni cosa secondo copione, compreso l’altro duo comico formato da Dean Martin e Sammy Davis Jr. reduci del Rat Pack, quasi a garantire una comicità in linea con la tradizione e priva di eccessi: tanto più che i due girano per tutto il film vestiti da preti. Alla fine, infatti, The Cannonball Run è soprattutto un divertimento volutamente semplice e per niente anticonformista, se è vero che i bolidi del film sfrecciano farsescamente attraverso l’America nel momento in cui le preoccupazioni per la crisi del petrolio (dovuta al cambio di regime in Iran del 1979) erano ancora molto forti. E quando tra le pieghe appare una breve imitazione buffonesca del presidente Reagan, non c’è verosimilmente alcun intento politico. Messa in questi termini, il film ha solo valore di reperto d’epoca e di costume e al massimo ci si può chiedere se le molte gag siano riuscite o meno: a noi pare che la maggioranza di esse funzioni ancora.

voto_3

Denis Zordan
Il Matrimonio di Maria Braun di Fassbinder ha mutato un liceale snob e appassionato di letteratura in un cinefilo, diversi lustri fa. Da allora i film sono stati tanti e le folgorazioni moltissime: da Heat di Michael Mann (“Il” film) agli heroic bloodshed di John Woo, passando per valangate di pellicole orientali e la passione per il cinema di Fritz Lang, Jean-Pierre Melville, Alfred Hitchcock, Werner Herzog, oltre che per i thriller e gli horror. Ha scritto per Cinemalia, The Reign of Horror, CineRunner. “Il Bel Cinema”, di cui è il fondatore, ha l'ambizione di mettere un po' di ordine nella sua gargantuesca voracità: ma è probabile che finisca con l'acuirla ancora di più.