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Una serie tv che è come un romanzo.

Penny Dreadful è un’altra di quelle piccole, grandi opere d’arte che sembrano assolutamente mancare sul grande schermo in questi ultimi anni. Oddio… A essere sinceri, nel caso di Penny Dreadful, si potrebbe quasi dire che è stato il grande schermo a rimpicciolirsi, pur di non mancare dentro questa serie.
Sì perché dentro Penny Dreadful recitano non una, ma ben tre star di Hollywood.

Cominciamo da Eva Green (The Dreamers, Sin City: A Dame to Kill For, Casino Royale) attrice-mito che esordì da giovanissima con Bernardo Bertolucci e proseguì la sua carriera apparendo in vari film più o meno riusciti, ma sempre lasciando il segno.
Be’… qui, dentro Penny Dreadful, la sua performance è assolutamente indimenticabile.
La Green passa da momenti di dolcezza e sensualità ad attimi di pazzia assoluta, trasformandosi completamente, per poi tornare a essere se stessa tra sensi di colpa, tristezza e una miseria e solitudine interiori che l’attrice riesce a rendere come pochi altri nel cinema degli ultimi anni.
Penny Dreadful vale di essere visto solo per le performance di questa grandissima – e ovviamente bellissima – attrice.

Continuiamo poi con Timothy Dalton (Flash Gordon, 007 Licenza Di Uccidere). Dalton fu uno 007 di notevole successo, ma poi si dedicò a teatro e televisione – piuttosto che cinema – proprio per evitare di restare incastrato in ruoli da “super-figo” per tutta la vita. Se da un lato riuscì nell’intento, dall’altro sparì dalla memoria dei più. In Penny Dreadful, ritroviamo finalmente un Timothy Dalton in ottima forma.
Qui recita la parte di un padre implacabile alla ricerca di una figlia sparita. Un uomo cupo e inflessibile, in tipico stile vittoriano, ma combattuto dentro di sé da rimorsi, lutti e dubbi sulla propria “missione”, da portare a termine ad ogni costo.

Infine, ma non per ultimo, Josh Hartnett (Black Hawk Down, Sin City).
Hartnett ebbe la fortuna di essere il protagonista di Black Hawk Down di Ridley Scott, uno dei più bei film di guerra degli ultimi anni. In seguito recitò in un film peggio dell’altro, rischiando di prendere il posto di Leonardo di Caprio come nuovo idolo delle ragazzine (con tutta l’antipatia che il ruolo, per definizione, impone).
Ecco perché la sua presenza in una serie “tosta” come Penny Dreadful mi lasciava alquanto perplesso.
Mi sbagliavo. Sarà la regia, non lo so…
Eppure Hartnett in questa serie fa un ottimo lavoro, e reputo questa la sua perfomance migliore di sempre.

Ma parliamo un po’ della trama.
Vi ricordate La leggenda degli uomini straordinari, con Sean Connery?
La leggenda non fu solo un brutto film, ma anche un fiasco sotto molti punti di vista, e persino atroce, visto chi aveva scritto il fumetto da cui era tratto il film.
La leggenda era infatti la trasposizione di un capolavoro scritto da un certo Alan Moore, l’autore di capolavori come From Hell, Watchmen e V for Vendetta.
Ecco, Penny Dreadful ha una struttura molto simile, perché riunisce i classici della letteratura horror proprio come il fumetto di Moore, ma è tutto quello che La leggenda con Connery non è riuscito a essere.
I “Penny Dreadful” erano dei volumetti dell’orrore che si comperavano in edicola nell’Ottocento. Questa serie si propone quindi di rileggere in chiave ultra moderna (e ultra drammatica) le vicende di classici dell’horror quali Frankenstein, Dracula, Dorian Gray e altri, fondendoli assieme e giocando sul fatto che comunque sono, e resteranno per sempre, dei veri e propri “Penny Dreadful”, ovvero storie a se stanti, anche se spesso con personaggi ricorrenti.

Quello che sorprende di Penny Dreadful a livello di sceneggiatura è la maestria con cui gli autori sono riusciti a unire le vicende di personaggi tanto diversi, ma senza mai scadere in alcun modo, dando vita a una serie tv che di fatto è una raccolta di racconti, ma si “legge” come se fosse un romanzo.
L’horror in questa serie è soprattutto psicologico: il sangue c’è – e alcune puntate in particolare sono davvero forti – ma ciò che conferisce un valore aggiunto alla serie sono le vicende dei singoli personaggi.
Nascosti tra le pagine di una serie B assoluta – vampiri, licantropi, zombi – troverete i temi, le paure inconsce e le riflessioni profonde che hanno reso immortali i capolavori di autori come Mary Shelley, Bram Stoker, Oscar Wilde e molti altri.
Sembra di stare dentro il mai dimenticato Bram Stoker’s Dracula di Francis Ford Coppola, e una puntata dopo l’altra, la qualità delle storie e la performance degli attori non scendono praticamente mai.
Un’altra serie assolutamente imperdibile: per i fan più accaniti, esiste anche una pagina facebook interamente dedicata a Eva Green e soci all’indirizzo pennydreadfulitalia

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Wallace Lee
Wallace Lee è uno scrittore ed editorialista di cultura per vari siti e riviste. E' noto principalmente come l'autore di Rambo Year One, romanzo-prequel non ufficiale del primo film. Pur essendo solo un ebook gratuito per motivi di copyright, Rambo Year One è arrivato in finale a due premi letterari ed è stato elogiato da personaggi del calibro di Lindsay Johns, noto giornalista inglese di cultura per la BBC.