Il quasi invisibile (festival a tema esclusi) cinema africano ha nel regista mauritano Sissako uno dei suoi massimi alfieri. In Timbuktu il racconto del dramma di un paese (il Mali) e di un modo di vivere procede per grumi, per nuclei tematici, familiari, linguistici che non si amalgamano, svelando un destino di divisione sotto la cappa unificante della religione e della jihad. La contemplazione e la partecipazione sono inevitabili, ma sembrano singolarmente fuori posto per un film che non desidera risolversi nel ricatto emotivo, quanto suggerire una fredda (e però sensibile) valutazione razionale. (dz)
TIMBUKTU
(Regia: Abderrahmane Sissako, 2014, con Abel Jafri, Hichem Jacoubi, Toulou Kiki)
