Jennifer Aniston si fa cucire addosso da Daniel Barnz (Phoebe in Wonderland, Beastly) un dramma intimista in modo da poter dimostrare anche le sue doti di attrice drammatica, e tutto sommato le riesce.
Cake predilige toni anestetizzati per descrivere la quotidianità spenta di una donna segnata da ferite enormi, che nel corso del film emergono gradualmente fino alla deflagrazione finale seguita dalla volontà di ripartire e di ricostruirsi. Il film procede senza particolari intoppi, non facendo troppo rumore, calcando la mano magari con scene madri strazianti, ma mettendo in campo più piste narrative che si sfilacciano lungo il cammino, e simbologie che lasciano il tempo che trovano. Cake è bene o male tenuto in piedi da una regia indie nella media che non fa particolari danni, ma non riesce ad accendere davvero un altro film sull’elaborazione del lutto di cui francamente non si sentiva il bisogno. (fc)
CAKE
(Regia: Daniel Barnz, 2014, con Jennifer Aniston, Anna Kendrick, Britt Robertson, Sam Worthington)
