Un ex killer tiratore scelto vede la propria vita minacciata da un gruppo di mercenari, che vorrebbe cancellare le prove di un lavoro passato finito male. In fuga tra Congo, Londra e Barcellona ritrova un amore perduto, ma di chi potrà fidarsi veramente? Il sottile romanzo di Jean-Patrick Manchette resta solo il pretesto per un maldestro tentativo di confezionare una specie di 007 (o Bourne Identity) ad alto tasso di violenza e moniti socio-politici (all’acqua di rose), costruito su misura per il talento narcisistico del divo Sean Penn (anche sceneggiatore e produttore), orgoglioso di mostrarsi in perfetta forma fisica e a torso nudo per tre quarti di pellicola, indistruttibile e infallibile come un Terminator, nonostante una menomazione al cervello che dovrebbe impedirgli qualsiasi azione intensa. Jasmine Trinca si doppia da sola con esiti inascoltabili, ma è il meno peggio di un film che spreca tutto il suo potenziale interesse, e i talenti coinvolti, in un orgia di ridicolaggini e illogicità a non finire (il finale con la corrida ne è lo zenit) davvero imperdonabili. D’altronde il regista è Pierre Morel, quello del primo Io vi troverò, uno che sa badare solo all’azione, e in questo caso nemmeno a quella tanto bene. (ap)
THE GUNMAN
(Regia: Pierre Morel, 2015, con Sean Penn, Idris Elba, Javier Bardem, Ray Winstone, Jasmine Trinca)
