Va bene che la favola del riscatto sociale e personale attira sempre, ma resta difficile capire perché a Hollywood si producano ancora certi soggetti. Southpaw, presentato all’ultimo festival di Locarno, fa parte di quella lunga schiera di pellicole dell’ultimo decennio (da Cinderella Man a Warrior, passando per The Fighter, tutte e tre con qualcosa in più da dire rispetto a questa) che si affidano ad uno schema che si tiene in piedi non per convinzione ma solo perché ancora ci riesce: paradiso, inferno e ancora paradiso dopo un purgatorio fatto di manager voltafaccia e di allenatori sfiancati e perdenti, ma che conoscono il segreto della vita (Forest Whitaker). Regia anonima, di un sempre meno convincente Antoine Fuqua, e scene degli incontri più che telefonate. Se vi interessa c’è giusto un Jake Gyllenhaal super palestrato, tatuato e con accento e slang da delinquentello del ghetto. (mc)
SOUTHPAW – L’ULTIMA SFIDA
(Regia: Antoine Fuqua, 2015, con Jake Gyllenhaal, Rachel McAdams, Naomie Harris, Forest Whitaker)
