De Matteo con La bella gente – datato 2009, e solo ora approdato nelle sale – racconta (male) la stolida mostruosità della borghesia, celata dietro una facciata conciliante aperta all’altro da sé. Per farlo sceglie il consunto canovaccio della famigliola piena di buone intenzioni decisa ad accogliere in casa propria “il diverso”, il reietto: nel caso in questione, un’adolescente prostituta dell’est Europa. Le cose sembrano andare al meglio per Nadia fin quando la ragazza, suo malgrado, porterà alla luce gelosie, insicurezze e pregiudizi e verrà infine abbandonata al suo (a quanto pare) ineluttabile destino. Il tutto procede schematico, prevedibile, attraverso una carrellata di luoghi comuni, macchiette, e con scene madri che più di una volta sfiorano il ridicolo involontario. Al confronto Gli equilibristi e I nostri ragazzi (che non erano orribili) possedevano una finezza d’analisi sopraffina. (fc)
LA BELLA GENTE
(Regia: Ivano De Matteo, 2009, con Antonio Catania, Monica Guerritore, Iaia Forte, Victoria Larchenko, Elio Germano)
