Resoconto spettacolarizzato della tragica spedizione sull’altopiano del 1996 che già ispirò Aria Sottile, un romanzo best seller di Jon Krakauer (l’autore di Into the Wild, uno dei sopravvissuti all’evento), e un documentario per il circuito Imax di grandissimo successo negli Usa. Il film del mestierante Baltasar Kormákur (101 Reykjavík, Contraband, Cani sciolti) è un kolossal drammatico-avventuroso che forse non sarebbe sembrato anacronistico una quarantina d’anni fa. Lussuoso cast di star che non possono fare più di tanto alle prese con personaggi bidimensionali e malamente abbozzati, se non aspettare l’inizio della catastrofe dove il regista mostra mano ferma nel gestire tensione e lacrime. Per mettere in scena l’insondabilità della natura ci voleva il folle tocco del Werner Herzog di Grido di pietra, per rappresentare con pudicizia e sincera suspense il dramma umano dei sopravvissuti era necessaria la distanza documentaristica di un Kevin Macdonald (La morte sospesa); in questo caso, esauritasi la spinta spettacolare delle riprese del bravo Salvatore Totino, non v’è nulla che lasci segni nella memoria e nell’anima. (ap)
EVEREST
(Regia: Baltasar Kormákur, 2015, con Jason Clarke, Josh Brolin, Jake Gyllenhaal, Emily Watson, Keira Knightley, Sam Worthington, Robin Wright)
