Biopic dedicato ai N.W.A., popolarissimo collettivo musicale originario di Compton, che ha plasmato in maniera seminale il gangsta rap. Violenza, ascesa, divisioni interne, la morte del “leader” Eazy-E affetto da Aids. Non manca nulla nella pellicola di F. Gary Gray: pregio ma allo stesso tempo limite del film e dei biopic musicali in generale. Si vuole raccontare tutto, come in una compilation greatest hits, rischiando però di essere superficiali e approssimare altri aspetti importanti. Prodotta da Ice Cube e Dr. Dre, la pellicola di Gray smussa furbescamente alcuni lati “scomodi” della band (nemmeno sfiorato il tema della droga, appena accennato quello sessista e misogino), ma, almeno nella prima parte, ha un ritmo travolgente nel narrare la scalata al successo del gruppo rap, così come è giustamente secca e brutale nel descrivere il milieu di provenienza dei protagonisti, al punto da ricordare il primo Spike Lee o Colors – Colori di guerra di Dennis Hopper. Peccato che poi il film riduca la spinta trasgressiva e rivoluzionaria dei N.W.A. ad una battaglia di singole creatività contrapposte all’avidità dell’industria discografica, e che in dirittura d’arrivo rischi l’agiografia. Forse in mano ad un altro regista il film avrebbe posseduto qualche sfumatura in più, ma più probabilmente la linea “popolare” e classica imposta da Gray era quella più consona per portare al cinema la burrascosa storia dei rapper di Compton. Anche per questo, in patria, il film è stato uno straordinario successo di pubblico. (ap)
STRAIGHT OUTTA COMPTON
(Regia: F. Gary Gray, 2015, con O'Shea Jackson Jr., Corey Hawkins, Jason Mitchell, Paul Giamatti)
