Come insegnare la cultura del lavoro a tre figli viziati e fannulloni (Pisani, Gioli e Di Raimondo)? Se lo chiede Vincenzo (Abatantuono), all’interno d’un intreccio che ha il vago sapore del Malato immaginario e che Guido Chiesa trae dal film messicano Nosotros los nobles, trasformandolo in un risaputo campionario di vizi della famiglia media occidentale: padri assenti sono costretti a beccarsi la colpa dei fallimenti dei loro figli, milanesi ricchi e imbruttiti in questo caso, che tuttavia non rinnegano lo stile di vita dei genitori. Lo stereotipico gioco di contrasti (il vecchio e il nuovo, il nord e il sud, il lounge e la trattoria) unito alla verve soffocata del Diego nazionale e delle sue battute che sanno di vero, strappano quattro sane risate, che però annegano in una buonista sbrodolata finale, colpevole di confondere il “vissero felici e contenti” col “vissero realizzati e vincenti”. E chi ci crede! (mc)
BELLI DI PAPÀ
(Regia: Guido Chiesa, 2015, con Diego Abatantuono, Andrea Pisani, Matilde Gioli, Francesco Di Raimondo)
