La coniglietta Judy, dopo aver coronato il sogno di una vita ed essere entrata in polizia, si trasferisce nella grande città di Zootropolis dove convivono e coesistono diverse specie di mammiferi. Relegata da subito ad ausiliare del traffico, avrà modo di rifarsi mettendo in mostra le sue capacità e risolvendo un caso intricato grazie all’aiuto della volpe Nick. Il 55esimo lungometraggio d’animazione della Disney si presenta come un inno e un elogio della diversità contro ogni pregiudizio e schematismo di sorta. Zootropolis è incentrato su un’indagine investigativa complessa e avvincente, abbastanza originale e inconsueta nel panorama delle produzioni Disney, ed è capace di appassionare e divertire grandi e piccini senza scadere nella banalità. Magnifica e accurata la resa a livello visivo della metropoli abitata da animali antropomorfi, divisa in tanti quartieri e contraddistinta dagli ecosistemi più disparati. Innumerevoli le citazioni, rivolte principalmente ad un pubblico adulto, da Breaking Bad a quella irresistibile e spassosa de Il Padrino, col toporagno Mr. Big a capo di una cosca mafiosa che ha come sicari e guardie del corpo un esercito di minacciosi e giganteschi orsi polari. Un’avventura a lieto fine dal ritmo sostenuto, ben strutturata e sviluppata, che mette in risalto l’amicizia, l’importanza di credere sempre in se stessi e insegna soprattutto a fare tesoro delle diversità, nella piena accettazione e rispetto degli altri. Una lezione non da poco in un momento in cui gli accadimenti a livello internazionale rischiano ogni volta di farci sprofondare nella paura e nel rifiuto dell’altro. (bs)
ZOOTROPOLIS
(Regia: Byron Howard, Rich Moore, Jared Bush, 2015, con personaggi animati)
