Un team di sbirri corrotti deve effettuare un colpo per conto della donna di un boss russo che li tiene in pugno. Per farlo devono mettere in atto il Triple 9 del titolo, ovvero il codice che identifica un agente ucciso o ferito sul campo, in modo da distrarre la polizia dalla rapina. Ma ci sono tante variabili: uno sbirro novellino cocciuto, un sergente che vuole vederci chiaro, il fratello di uno dei rapinatori, sbandato e incontrollabile. Dopo il passo falso con il western Lawless, il talentuoso John Hillcoat assembla un cast grandioso (menzione speciale per la perfida Kate Winslet), alza il tiro e gira un noir pessimista che guarda ad un modello (irraggiungibile) come il Michael Mann di Strade Violente e Heat – La sfida. Non ne replica il romanticismo esasperato, e spesso cade in pesanti cliché, ma tiene la tensione costante e giunge a conclusioni nerissime, quasi apocalittiche, non perdonando nessuno dei suoi personaggi. Violentissimo, sporco e spesso sgradevole nella rappresentazione di un inferno urbano che non ha nulla da invidiare agli incubi di Colors e Rampart, è probabilmente irrisolto nei passaggi finali. Ma è cinema di genere adulto e potente, che si vorrebbe vedere più spesso sul grande schermo. (ap)
CODICE 999
(Regia: John Hillcoat, 2016, con Casey Affleck, Chiwetel Ejiofor, Woody Harrelson, Anthony Mackie, Kate Winslet, Aaron Paul)
