Lo sguardo ubiquo. Una trilogia come quella di Avatar, portata avanti da James Cameron per oltre un ventennio, è di per sé la progressiva appropriazione e cesellatura di un universo a sé stante, tanto sul versante narrativo quanto su quello iconico, tecnologico e persino psicologico. Avatar: Fuoco e Cenere è perciò da pensare sì come il culmine di un viaggio, ma anche come il viaggio stesso, con d...[Read More]
I fantasmi di una rock star. “I fantasmi di Nebraska provenivano dalle strade dove ero cresciuto” – scrive Bruce Springsteen nella sua autobiografia – “La mia famiglia, Dylan, Woody, Hank, i racconti gotici di Flannery O’Connor, i romanzi noir di James M. Cain, la sobria violenza dei film di Terrence Malick, la tetra favola della Morte corre sul fiume, unica regia di Charles Laughton: ...[Read More]
Professore a riposo (come pressoché in tutti i film di Di Gregorio) vorrebbe soprattutto godersi la pensione, magari scivolando lieve tra l’amicizia con una vicina (Iaia Forte) in procinto di sfociare in qualcosa di sentimentale e un saggio sui Longobardi che promette di scrivere ma procrastina con scuse sempre nuove; un bel giorno però ci pensa la figlia (Greta Scarano) a spezzare la sua routine ...[Read More]
Senza moralismi e filosofemi. Tre Amiche si sviluppa sul punto di vista di un narratore onnisciente (il sempre bravissimo Vincent Macaigne) che ben presto scopriremo essere già morto: il racconto di un fantasma con le idee chiare, ma niente affatto rigido o giudicante. L’espediente dell’elemento soprannaturale introdotto nel quotidiano, più che essere l’eredità di film come Viale del Tramonto o Am...[Read More]
Nei favolosi anni Ottanta lui e lei si incontrano e scontrano fuori da scuola ed è amore assoluto in un batter d’occhi, come solo nell’adolescenza pare possibile. Ma lui, Clotaire (interpretato da François Civil, il D’Artagnan del recente dittico dei Tre Moschettieri), finisce nel sottobosco delle gang e poi anni in prigione a scontare la pena al posto del figlio del boss. Lei, Jackie (Adèle Exarc...[Read More]
Un’opera allusiva sui fili che legano gli individui. Ars est celare artem, recita il celebre detto latino. L’arte sta nel nascondere l’arte, il trucco, e ci pare che la massima ben si adatti a Sotto le Foglie, ultima fatica di François Ozon, eclettico autore francese dalla carriera ormai trentennale, molte volte capace di brillare ma ultimamente non sempre a fuoco: tanto che i film più recen...[Read More]
La sfida dell’opacità. Pierre Constant, l’insegnante di matematica al centro del plot, insegna in un liceo intitolato a Georges Simenon, l’autore del romanzo di partenza (La morte di Belle), come ci avvisa il grande cartello situato all’ingresso della sua scuola. Sua moglie Cléa è proprietaria di un negozio di ottica: anche qui l’insegna sopra l’ingresso provvede a ricordarci che lo sguardo che ab...[Read More]
Luca (Scamarcio) è un professore di storia e filosofia al liceo che non ha mai trovato la forza di finire la tesi di dottorato, la sua compagna Sara (Giannetta) è medico in ospedale. Stanno cercando di avere un bambino con l’inseminazione artificiale quando la loro vita è messa a soqquadro, come tutta l’Italia, dalla pandemia di Covid-19 e dal susseguente lockdown deciso dal governo Conte. Le gior...[Read More]
Ci sono 18mila abitanti a Palmi, in Calabria, e Don Vincenzo (Papaleo) ha un’idea geniale: se si facesse una colletta e ognuno di loro versasse 300 euro, sarebbe possibile ingaggiare per la squadra di calcio locale che naviga tra i dilettanti la giovane stella francese Etienne Morville (Afonso), in grosse difficoltà nel calcio di vertice a Milano per il suo carattere ingovernabile. La giovane figl...[Read More]
La Pretty Woman dell’algoritmo. Ad Anora è andata anche troppo bene: Palma d’oro a Cannes e Oscar come miglior film (più le statuette all’attrice Mikey Madison e al regista Sean Baker per regia, montaggio e sceneggiatura originale) ne fanno però il bersaglio perfetto per gli strali social di chi non ha gradito, sovente esibendo motivazioni superficiali che in filigrana celano il disappunto del cin...[Read More]
L’horror senza autore. Adesso che la fregola di parlarne in tempo reale è un po’ passata e c’è stato tempo per pensarci sopra di più (vedendo anche il film una seconda volta), perché il Nosferatu di Robert Eggers continua a essere un pesante fallimento, di quelli cioè che sarà anche difficile riscattare tra qualche lustro con la scusa della rivalutazione alla luce di quanto è venuto dopo (malattia...[Read More]
L’interquel di Alien. La trama di suo è abbastanza lineare: un gruppo di giovani in fuga da una malsana e opprimente colonia mineraria spaziale cerca di sfruttare il contenuto del relitto della Nostromo, la nave spaziale in cui era ambientato il primo film della saga di Alien, per fuggire sul pianeta Yvaga. Mal gliene incoglie. L’interquel, ossia l’anello che almeno a posteriori manca (crono...[Read More]