Rivedere distanze ed esistenze. Una volta (o forse ancora oggi) a scuola si parlava dei luoghi dell’anima nella tradizione artistico-letteraria: luoghi in cui l’io letterario aveva lasciato il suo cuore proprio perché erano carichi di significato nell’introspezione e nell’elaborazione poetica dello stesso. E così è anche la cittadina che dà il titolo al terzo lungometraggio di Kenneth Lonergan: vi...[Read More]
A tre anni dal clamoroso successo del primo film, torna la scalcinata banda dei ricercatori. La grana della comicità è quella che è e non si sfugge al concept Breaking Bad in salsa I soliti ignoti (con tanto di citazione del Gassman pugile ridicolo che va giù al primo cazzotto), ma questa volta si alza un po’ il tiro. La trama è molto più strutturata, quasi intricata viene da dire, ha spessore un ...[Read More]
A quattro anni dalla premiere (e un premio) alla Mostra di Venezia e dopo il discreto successo di The Lobster, arriva in Italia (si fa per dire, vista l’esigua distribuzione) un’altra opera di Yorgos Lanthimos. E lo stile del regista permane. Situazioni inspiegabilmente paradossali, recitazione abulica e umorismo acido e al tempo stesso violento, mettono in scena i membri di una strampalata banda ...[Read More]
Colmare il vuoto. Xavier Dolan questa volta parla a tutti. Tutti hanno una famiglia, anche chi non ce l’ha. E il preambolo in capo a È solo la fine del mondo (Da qualche parte, un po’ di tempo fa…) parla chiaro e pone al centro del film l’essenza dell’individuo spogliandolo di ogni riferimento culturale, coordinata geografica, accidente temporale che rischierebbero in qualche modo di sporcarlo. Fi...[Read More]
Dopo aver spolpato la dicotomia settentrione-meridione di ogni sua situazione potenzialmente e minimamente comica con il dittico Benvenuti al sud e Benvenuti al nord, Luca Miniero non cambia registro, ma stavolta se la vede con la religione. Tra riprese turistiche mozzafiato di un’immaginaria isola pugliese che ricorda tanto la ormai famigerata Lampedusa e stereotipi vari, gli ingredienti di quest...[Read More]
Film “festaiolo” come tanti, ennesimo epigono del filone inaugurato da Porky’s e Animal House, con in più una spruzzata del buonismo da prodotto natalizio che tanto piace a Hollywood. Festa come filosofia di vita, si diceva: le azioni più stupide e scatologia varia tirano fuori la parte migliore dell’individuo e hanno la meglio sul capitalismo e le gelosie familiari e consentono di rit...[Read More]
Dopo il successo di Io che amo solo te, un sequel pedissequo che riprende tutte le situazioni del precedente: gli sposi (Scamarcio sempre più bietolone, e Chiatti, la seconda realmente incinta e con un ruolo minore) questa volta alle prese con la gravidanza, gli eterni amanti (Placido e Calzone) che sono ancora tali e una cena di Natale al posto di una cerimonia nuziale. Tutto secondo copione, ma ...[Read More]
Sotto i vestiti niente. “Il nostro mondo, credimi, è molto meno doloroso di quello reale” dice Michael Sheen a una Amy Adams algida e compassata, in una delle sequenze iniziali del film. E in quella frase è presente tutta la cifra stilistica e poetica del Tom Ford regista: l’opulenza, che spesso fa rima con denaro, o almeno la sua parvenza, come scudo emotivo. Quello che tiene in piedi l’universo ...[Read More]
Un affresco d’epoca patinato e illustrativo per raccontare il sodalizio professionale e l’amicizia tra l’eccentrico scrittore Thomas Wolfe (Jude Law) e il suo editor Max Perkins (Colin Firth), scopritore di Fitzgerald e Hemingway tra gli altri. Il titolo allude alla parte che i lettori forti apprezzeranno di più: un discorso sull’autorialità e la genialità, la cui attribuzione incerta è da spartir...[Read More]
La storia di tre donne, Rachel, Megan e Anna (rispettivamente Blunt, Bennet e Ferguson) alle prese con fantasmi presenti e passati, alcolismo e relazioni extraconiugali. Non si tratta però di una commedia su quelle ex mogli un po’ incattivite che si ributtano nel vortice della vita sui trampoli della solidarietà femminile, bensì del torbido adattamento da cronaca nera del best seller omonimo scrit...[Read More]
A tre anni di distanza dall’esordio La mafia uccide solo d’estate, Pierfrancesco “Pif” Diliberto rimette ancora in scena una fenomenologia della sicilianità attraverso la sua manifestazione più lampante, almeno agli occhi di tutto il mondo, ovvero la mafia. Lo scopo è didattico e di denuncia – questa volta ci si scaglia contro l’esercito alleato guidato dagli americani, che avrebbe permesso una re...[Read More]
Una nuova vita in arrivo, due futuri genitori adolescenti (Luigi Fedele e Blu Yoshimi), padri più immaturi dei figli e un’adozione in vista (?) sono gli ingredienti piuttosto esili di Piuma, terzo lungometraggio di Roan Johnson. Presentato non senza polemiche all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, non perché sia una commedia ma per l’eccessiva levità, il film ha dalla sua una regia non anonima e...[Read More]