
Il ritorno al cinema dei Fantastici Quattro.
New York, anni ’60. Reed Richards (Pedro Pascal), Susan Storm (Vanessa Kirby), Johnny Storm (Joseph Quinn) e Ben Grimm (Ebon Moss-Bacrach) sono quattro scienziati e astronauti che dopo essere stati colpiti da una nube cosmica che ha donato loro poteri eccezionali durante una missione, sono ora conosciuti come i Fantastici 4, un gruppo di supereroi amati in tutto il mondo per le loro imprese a difesa dell’umanità. Quando però una sconosciuta minaccia dallo spazio mette a repentaglio il pianeta, I Fantastici 4 dovranno mettere in gioco la loro vita e ciò che è loro più caro per salvare la Terra.
Dopo i dimenticabili film diretti da Tim Story nel 2005 e nel 2007 (I Fantastici 4 e I Fantastici 4 e Silver Surfer) e il teen remake realizzato da Josh Trank nel 2015, il cinema riaccoglie gli iconici personaggi nati dai fumetti Marvel e dalla fantasia di Stan Lee e Jack Kirby con I Fantastici 4 – Gli Inizi, nuova versione del celeberrimo quartetto composto da Mister Fantastic, Donna Invisibile, Torcia Umana e La Cosa: che entrano nell’ambizioso e numericamente poderoso mondo del Marvel Cinematic Universe con questo film che apre la cosiddetta Fase Sei.
Un ulteriore tassello di un progetto narrativo arrivato al film numero 37 di un’avventura iniziata nel 2008 con il primo Iron Man, film diretto da Jon Favreau che forse anche inconsapevolmente diede vita ad una delle operazioni produttive più interessanti del cinema americano mainstream e che a suo modo ha anche ridefinito un immaginario e creato una nuova generazione di pubblico.
A dirigere I Fantastici 4 – Gli Inizi, il regista americano Matt Shakman, alla prima vera prova dietro la macchina da presa in una grossa produzione di Hollywood dopo l’opera prima Cut Bank (2014) e una carriera sviluppatasi soprattutto come regista di alcune serie televisive di successo tra cui Mad Men, Dr. House e Il Trono di Spade.
I Fantastici 4 – Gli Inizi prende ovviamente le distanze dai film precedenti dedicati ai Fantastici 4, provando a crearsi un’identità specifica. La storia delle origini è sintetizzata con pochi fronzoli e si affida allo spettatore, che di fatto non ha bisogno di sapere chi siano i protagonisti o quali siano le loro peculiarità. Il film si inserisce quindi nel contesto di un cinecomic sci/fi molto lineare e con l’ovvia dose di spettacolarità visiva.
La vicenda è ambientata negli anni ’60 ma, a parte qualche riferimento regalato dalla messa in scena (o autocitazione, come la comparsa della serie TV animata omonima del 1967 creata da Hanna e Barbera), la scelta è quella di un immaginario sostanzialmente moderno e tecnologico, soprattutto nelle avveniristiche attrezzature usate dai F4.
L’impressione che si ha con I Fantastici 4 – Gli Inizi è quella che ci si aspetta da un film del genere e l’eventuale delusione deriva dalle ambizioni troppo alte o da richieste di originalità che non vengono soddisfatte. La regia di Shakman è molto scolastica e accompagna un film che va con le proprie gambe (anche se, come detto prima, ci sono dei guizzi visivi, come la concitata missione spaziale nell’atto centrale) e che ha un cast che fa il suo, dove funziona soprattutto la chimica tra Pedro Pascal e Vanessa Kirby. Per il resto I Fantastici 4 – Gli Inizi prova a dire qualcos’altro, come il peso della responsabilità di essere eroi, di avere il destino del mondo sulle proprie spalle, di quali possano essere i limiti di simile onere. Dura molto poco (a livello di sceneggiatura) un concetto archetipico che avrebbe potuto dare una marcia in più: quanto vale fare un sacrificio personale per un bene superiore? Tutto molto annacquato e alleggerito da un film che non si discosta da quello che dice fin da subito, come l’importanza dei legami e di restare uniti. Un film che è parte di un puzzle più grande, un piccolo pezzo di un mosaico enorme: che come prassi dell’MCU sembra più importante per la costruzione del disegno generale che per il valore dell’elemento specifico.
