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OMEN – L’ORIGINE DEL PRESAGIO

OMEN – L’ORIGINE DEL PRESAGIO

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Il prequel del male.

Fortunati si nasce, ma non si diventa. Puoi essere il miglior regista al mondo, ma se la fortuna non ti accontenta, puoi dirigere quanti capolavori vuoi ma il pubblico non si ricorderà mai di te. Nel migliore dei casi, ti sopravviverà la memoria dei tuoi film.

Cosa lega allora Superman (il primo, l’unico bello, quello con Christopher Reeve), I Goonies, Arma Letale, Ladyhawke, Omen – Il Presagio? Ovviamente l’autore, quel Richard Donner recentemente scomparso nella quasi indifferenza generale: uno che ha attraversato tutti i generi con un tocco che sapeva di genialità, restituendo film perfetti che avevano quel quid in più che li ha resi immortali non tanto per la critica -quella a chi frega… – quanto per chi conta davvero, ovvero per la percezione del pubblico.

Tutto questo per dire che Omen (1976) è un piccolo gioiello di suspense e inquietudine, e che non era facile metterci mano senza sfigurare (specie dopo due seguiti fiacchi e un remake noioso e tronfio): eppure Arkasha Stevenson ci prova e riesce anche nell’intento, evitando di dirigere un semplice film di paura che rubacchiasse qua e là in un immaginario, quello cattolico, già abbondantemente saccheggiato dal cinema di genere.

La Stevenson dimostra di conoscere bene queste trappole: e allora non si limita a raccontare le origini del presagio, ma costruisce la storia pian piano, iniettando diverse tracce politiche e sociali che arricchiscono la narrazione e la stratificano senza per nulla appesantirla. L’esordio della regista rifiuta di colorarsi semplicemente di rosso e nero, allontanandosi dai cliché del cinema dell’orrore composto da accumulo di jumpscare, urla e visioni abusate, diventando un film apertamente, anzi orgogliosamente politico. L’Origine del Presagio prende di punta il racconto e invece di spegnere la curiosità dello spettatore sommergendolo di dettagli lo attira in una storia costruita in sottrazione, giocata sul non detto e sul non visto, muovendosi intorno all’orrore piuttosto che tuffandocisi dentro.

L’Anticristo è allora solo la suggestione da illusionista per radicare la fondazione del male nella corruzione morale e in quella ideologica della Chiesa, aprendo poi una voragine di senso che risucchia lo sguardo fino a inglobare idee sulle polarizzazioni ideologiche di oggi, sugli anacronismi del passato. In questo modo compie un’operazione anche originale, ovvero un prequel che si sviluppa con l’attenzione verso il passato invece che nel futuro: la mitologia del film di Donner viene indagata per capirne le radici e non tanto per aprire nuove strade commerciali su grande schermo per il futuro; e tutto questo mentre Stevenson parla di contaminazione dei principi puritani di matrice cattolica innervando il discorso con puntelli erotici e dettagli sessualizzanti.

Non per questo L’Origine del Presagio rinnega la sua natura filmica: il finale combacia in maniera calligrafica con l’inizio del primo Omen, per poi rilanciare nel sottofinale aprendo spiragli narrativi.

voto_3

 

Gianlorenzo Franzì
Figlio della Calabria e di Lamezia Terme, è critico onnivoro e militante, preferisce il rumore del mare e il triangolo Allen-Argento-Verdone. Vive e si nutre di cinema che infiamma: si commuove con Lynch e Polanski, Nolan e Cronenberg, pugni in tasca e palombelle rosse, cari diari e viali del tramonto, ma è stato uno dei primi critici ad accorgersi (e a scrivere) in maniera teorica delle serie tv e della loro inesorabile conquista del grande schermo. Incredibile trovi il tempo di fare anche l’avvocato: perché dal 2007 è direttore artistico della Mostra del Cinema di Lamezia Terme - LFF da lui creata, dal 2004 ha un magazine tv (BUIOINSALA, ora in onda dalle sale del circuito THESPACE) e uno in radio (IL GUSTO DEL CINEMA), scrive o ha scritto su Nocturno Cinema, Rivista Del Cinematografo, Teatro Contemporaneo e Cinema, Weird Movies, ha pubblicato due saggi (uno su VOCI NOTTURNE, uno su Carlo Verdone). Ha una good wife ma si è perso nei labirinti di LOST: ancora non si è (ri)trovato.